Il Teatro Ellenistico Romano di Pareti

La struttura edificata intorno al II secolo a.C. in località Pareti nel Comune di Nocera Superiore, rappresentava una delle più grandiose testimonianze monumentali della regione. Il Teatro Ellenistico-Romano di Nuceria, che faceva parte di un più ampio complesso di edifici pubblici, fu eretto a ridosso dell’antica cinta muraria contestualmente alla ricostruzione dell’area operata probabilmente in seguito alle devastazioni prodotte dal passaggio del generale Cartaginese Annibale.

La struttura, con cavea semicircolare, a tre ordini di gradoni, era situata dunque nel punto più alto dell’Antica Nuceria – in fondo al Cardo Maximus -, al centro di una vera a propria scenografia urbana di stampo ellenistico, simbolo del potere economico e politico nucerino. Il colossale impianto, a cui nella fase originaria fu conferita una larghezza di 76 metri, fu ampliato addirittura fino a 96 metri in epoca augustea, diventando così tra i più grandi della Campania accanto al Teatro di Naepolis, con una capienza di circa 6.000 persone.

Della fase primitiva si conservano le strutture di sostegno della parte occidentale della cavea, contraffortate internamente da nicchioni di sostegno. Danneggiato dal terremoto del 62 d.C., il teatro nucerino dovette essere praticamente ricostruito: nell’occasione fu arricchito da preziosi rivestimenti in marmi policromi. Dopo l’eruzione vesuviana del 79 d.C. e il terremoto dell’81 d.C. il teatro fu oggetto di lavori di restauro sotto l’imperatore Diocleziano. Nel corso del IV secolo il teatro cadde in disuso, fino ad essere privato dei suoi materiali più preziosi ed a diventare una vera e propria cava a cielo aperto in epoca medievale, notevolmente compromesso dalle alluvioni che ciclicamente funestavano l’area.

All’epoca del suo massimo splendore era incluso in un prestigioso complesso di edifici pubblici, ed annessa ad esso era un’area porticata, presumibilmente adibita a palestra (o basilica), in cui fu rinvenuta la statua di Athena donata forse dall’imperatore Otone nel 69 d.C. (oggi nel Museo Archeologico Provinciale dell’Agro Nocerino). In corrispondenza della scena del teatro sono ancora visibili i nicchioni in opera laterizia – alternatamente emisferici e rettangolari – in cui erano collocate le statue dei personaggi d’alto rango; rimangono inoltre, tracce della splendida pavimentazione marmorea della zona dell’orchestra.
Intorno a quest’ultima si sviluppava l’euripus ossia il canale per il deflusso delle acque e dalla stessa prendevano l’avvio due parodoi (gallerie originariamente coperte) in cui sono ancora visibili tracce di pitture parietali di III stile pompeiano, attribuibili probabilmente al rifacimento che interessò l’intero monumento nucerino tra l’età di Augusto e gli esordi dell’epoca tiberiana.

Secondo l’archeologo – ed ex Soprintendente che ha partecipato allo scavo archeologico – Werner Bernardo Johannowsky, parte della decorazione marmorea del Teatro, tra cui capitelli di colonne e di pilastri, frammenti architettonici, mensole e cornici è stata reimpiegata e deposta all’interno del Battistero Paleocristiano di Santa Maria Maggiore – comprese alcune delle colonne – che potrebbero provenire, con molta probabilità, proprio dalla frons scenae del Teatro di Pareti.

Della ricca decorazione in marmi, inoltre, sono stati scoperti numerosi elementi modanati o scolpiti: tra questi sono di qualità piuttosto alta frammenti di basi con il toro inferiore decorato a festone di foglie di lauro o di quercia, capitelli di parasta con decorazione vegetale ed in parte corinzio normale in cui vicino all’acanto, con lobi curvi, troviamo l’acanto spinoso in una versione decisamente plastica, tipicamente tardo-augustea.
Alcuni di questi reperti oggi sono esposti nella Sala del Consiglio del Comune di Nocera Superiore, tra cui frammenti di una statua di grandi dimensioni raffigurante probabilmente un imperatore seduto in veste di Giove.

Tra i vari frammenti di sculture è notevole la parte anteriore sinistra di una testa -ritratto forse di Agrippina Maggiore – del tipo Musei Capitolini-Venezia, recentemente datato in età tardo-augustea o prima età tiberiana. Si tratta forse di uno degli esemplari più antichi di tale gruppo, non tanto perchè Agrippina è rappresentata in età ancora giovanile, ma per la presenza sulla fronte di una frangetta con riccioli meno schematici rispetto alla testa conservata all’Istituto Archeologico Germanico di Milano, dove manca così come in altre repliche.
Il modellato è d’altra parte di notevole freschezza e organicità, il che la fa ritenere molto vicina all’archetipo. In marmo bianco a grana sottile (probabilmente lunense), questo frammento della statua di Agrippina Maggiore ritrovato nel teatro nucerino, alto 23,5 centimetri e largo 20 centimetri, ha una frattura che va obliquamente dall’occhio destro all’orecchio sinistro, mentre la superficie è, meno qualche scheggiatura alla punta del naso e alla capigliatura, ben conservato, anche se ha subito superficialmente l’azione del fuoco.

L’area archeologica del Teatro recentemente è stata interessata da lavori di recupero e bonifica dell’area antistante, diretti dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Salerno e Avellino e progettati con la preziosa collaborazione del Parco Archeologico di Pompei. Il lavoro ha interessato il restauro degli affreschi che decorano le parodoi, i corridoi laterali che conducevano all’orchestra, posti ai due lati della scena. Successivamente si è interventi sui percorsi di visita al Teatro che hanno consentito finalmente la riapertura del Teatro al pubblico e all’intera comunità.

Senza perdere però di vista ciò che questo sito potrebbe ancora dare e rappresentare per tutta la città: completando lo scavo mai conclusosi della parte centrale della cavea, e la messa in sicurezza, si potrebbe pensare ad un riutilizzo della struttura alla sua originaria funzione, ovvero quella di ospitare eventi ed opere teatrali, come già accade in altre parti d’Italia e d’Europa (vedi Sagunto, Benevento, Atene, Taormina, Merida e molti altri) diventando un volano per l’intero territorio in ambito culturale e archeologico.


Orari di apertura:
Apre solo su prenotazione e/o richiesta negli orari di apertura dell’InfoPoint Nuceria Città Archeologica (sabato e domenica ore 8:30/12:30), dal quale è prevista la partenza della visita (Via Fiuminale, Nocera Superiore).

Informazioni generali:
Per visitare il Teatro Ellenistico-Romano di Pareti è necessaria la prenotazione alla nostra mail gruppoarcheologiconuceria@gmail.com.

Luogo: Via Pareti, Nocera Superiore (SA)


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