L’Antica Nuceria

Dell’origine dell’Antica Nuceria vi è una leggenda narrata da Plutarco, scrittore e filosofo greco vissuto in epoca romana:


«C’era una volta una principessa di nome Nuceria, unica figlia di Pico, re di Toscana.
Questi diede in moglie la figlia ad Evio, re di Ardea, e le assegnò in dote il regno di Toscana.
Dopo il matrimonio, Nuceria s’innamorò perdutamente di Fermo, suo figliastro.
Il giovane non corrispose all’amore della principessa e fu ucciso.
Nuceria fuggì e, dopo un lungo peregrinare, giunse nella nostra terra.
Il suo sposo, Evio, inutilmente la cercò e, persa ogni speranza, fece ritorno ad Ardea e fondò poi una città chiamata Fermo.
Anche il re Pico si era messo alla ricerca dell’adorata figlia.
La cercò dovunque, senza trovarla.
Ma alla fine giunse sul nostro territorio e, con grande dolore, venne a sapere che la principessa Nuceria era morta.
Per tenere sempre vivo il ricordo della figlia, re Pico fece costruire una città cui diede il nome di Nuceria».

Questa, in breve, la leggenda riportata da Plutarco, nella sua serie di biografie in Vite Parallele, con la volontà di attribuire origini latine alla Antica città di Nuceria, già molto importante in quell’epoca.
(fonte Testo: Breve Storia di Nuceria, Anna Sellitto, 2003).

Per quanto suggestiva la leggenda, la nascita di Nuceria però si data intorno alla seconda metà del VI secolo a.C., con il nome osco Nuvkrinum, ovvero “nuova rocca”. Ma prima che gli Osci – popolazione di lingua indoeuropea della Campania Antica pre-romana, appartenente al gruppo osco-umbro – arrivassero nel territorio dell’Ager Nucerinus e della Valle del Sarno, l’area fu abitata da popolazioni indigene locali, i Sarrasti (dal fiume Sarno) dei quali si ha testimonianza sia nel celebre testo di Virgilio, l’Eneide (VII, 738), ma anche grazie alla scoperta compiuta presso Longola nel Comune di Poggiomarino, dove nel 2000 sono stati ritrovati parte di insediamenti arcaici.

Fin dalle origini Nuceria presentò un carattere multietnico, poiché vi coabitarono indigeni Sarrasti, Osci e Greci, con talvolta influenze etrusche come appare dai ricchi corredi funerari delle necropoli rinvenute e da alcune iscrizioni che riportano diverse lingue dell’epoca. Nel 450 a.C. iniziò il predominio sannitico dell’area e la città conquistata prese il nome di Nuvkrinum Alafaternum (Nuceria Alfaterna), dall’omonima tribù sannitica gli Alfaterni, da cui Alafaternum ovvero “degli Alfaterni”. In questo periodo la città di Nuceria visse un momento di grande splendore, come attestano i corredi rinvenuti; tanto importante che venne posta dai Sanniti a capo della Confederazione Nuceria, che accoglieva città come Pompei, Ercolano e Stabia e soprattutto iniziò a coniare una propria moneta. Periodo importante per la città che proseguì anche in età romana (dove perse l’appellativo Alfaterna), dopo la conquista di Quinto Fabio Massimo Rulliano nel 308 a.C., tanto da essere soprannominata Urbula, la piccola Roma.

In questo periodo la città venne ricostruita secondo l’assetto urbanistico restituito dagli scavi odierni: circondata da grandi mura, di cui sono ancora visibili alcuni tratti, delimitanti un’area di forma rettangolare di circa 120 ettari, con un impianto a cardini e decumani che circoscrivevano le aree pubbliche e private. Nodo strategico lungo i tracciati viari della Campania, Nuceria era collegata direttamente alla vicina Pompei attraverso la via consolare Nuceria-Pompeios e a Stabiae, tramite la via Stabiana. Un recente studio ha constatato che l’Antica Nuceria era tra le 16 città più grandi della penisola italica nel I secolo d.C., con circa 20/30.000 abitanti solo all’interno della città tra le mura. La città sotto i romani fu tanto fedele a Roma nei momenti difficili, soprattutto nel periodo delle guerre sociali e contro Annibale (una delle poche città a resistere ai ripetuti assedi cartaginesi), da essere designata Municipium dal Senato romano, privilegio concesso a poche altre città nell’età repubblicana.

A partire dal II-III secolo iniziò l’abbandono della valle e lo sviluppo del nuovo centro cittadino presso la collina del Parco, nell’odierna Nocera Inferiore; ma il centro antico rimase comunque in vita dopo il periodo romano, come attesta la costruzione del bellissimo Battistero Paleocristiano di Santa Maria Maggiore, uno dei più importanti monumenti dell’archeologia bizantina e alto-medievale della penisola italiana.

Oggi numerosi sono i siti archeologici e i luoghi che parlano di quel passato antichissimo e glorioso, in particolare sul territorio di Nocera Superiore: dal già citato e noto Battistero Paleocristiano di Santa Maria Maggiore, ai siti archeologici: la Domus del Decumano, l’area delle Terme di Nuceria, il Teatro Ellenistico-Romano di località Pareti, l’ancora sepolto Anfiteatro Romano di località Grotti, l’incredibile Necropoli Monumentale di località Pizzone e tanti tanti altri che potrete scoprire nella nostra sezione Siti Archeologici.
Per alcune di queste aree l’accesso resta ancora difficile per le cattive condizioni dei siti e l’incuria che le attanaglia; per altre aree archeologiche fortunatamente invece, anche grazie alla caparbietà e impegno costante della nostra associazione, oggi è possibile visitarle gratuitamente con i nostri volontari negli orari di apertura.

Se volete saperne di più sulla storia dell’Antica Nuceria e volete visitare i luoghi di questo straordinario territorio, non vi resta che venirci a trovare!


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