Transitando nella località San Clemente, a pochi metri dalla sede del Municipio di Nocera Superiore, è possibile scorgere un suggestivo acquedotto ad archi, l’Acquedotto di San Renato, spesso ed erroneamente, definito “romano”. In realtà la struttura ha ben poco di romano: la sua edificazione risale ai primi decenni del X secolo, in pieno periodo medievale.
In quel periodo, la necessità di alimentare mulini, vasche di raccolta e sistemi irrigui per l’agricoltura e la lavorazione di materie prime, determinò la costruzione di numerosi viadotti sul territorio. L’opera visibile oggi rappresenta una testimonianza parziale di quell’antico sistema: l’acquedotto originario, infatti, partiva dalle sorgenti delle località nocerine di Citola e Camerelle, convogliando le acque verso il Mulino di San Renato.
Quest’ultimo, attivo per secoli, fu demolito nel secondo dopoguerra poiché ormai in disuso, e sorgeva nell’area dell’odierna Via Sant’Ornato (toponimo alterato nel corso degli anni, che ha origine dalla precedente Via San Renato, dove sorgeva l’omonimo mulino).
La presenza dell’acquedotto e del mulino è attestata in diversi documenti storici. Un atto conservato presso l’Archivio Diocesano di Salerno, datato ottobre 1225, testimonia una controversia relativa alla proprietà del mulino, che fu restituita alla Chiesa di Santa Maria Maggiore in favore di un nobile locale.
Ancora più antica è la menzione contenuta nel Codex Diplomaticus Cavensis, che in un documento del 975 fa riferimento al mulino alimentato da un fluminarium, ossia da acque canalizzate provenienti dalle sorgenti di località Camerelle.
Il sistema idrico, giunto fino alla parte alta della località San Clemente, nei pressi dell’attuale ponte sull’Alveo Nocerino (detto Cavaiola), sfruttava un dislivello di circa quattro metri rispetto al mulino, condizione che rese possibile la costruzione dell’acquedotto, ancora oggi parzialmente visibile.
Purtroppo, nel corso del tempo l’opera ha subito numerosi interventi distruttivi. Alla fine del XIX secolo, parte della struttura fu demolita per far posto al nuovo tracciato ferroviario Nocera Inferiore-Vietri sul Mare. Successivamente, nel secondo dopoguerra fu realizzata Via Mazzini, una strada carrabile che attraversava l’area sottostante gli archi dell’acquedotto, inizialmente preservandoli.
Tuttavia, un intervento successivo – privo di attenzione per il valore storico della struttura – portò al parziale abbattimento degli archi per consentire un più agevole transito stradale (attuale percorso), dividendo fisicamente il viadotto e compromettendone l’integrità originaria.
Orari di apertura:
Non ha orari d’apertura in quanto situato nei pressi dell’Arena Giuseppe Mazzini, nel Comune di Nocera Superiore, e quindi visibile ad ogni ora.
Informazioni generali:
Per visitare l’Acquedotto Medievale di San Renato accompagnati dai nostri volontari è necessaria la prenotazione alla nostra mail gruppoarcheologiconuceria@gmail.com.
Luogo: Arena Giuseppe Mazzini, Nocera Superiore (SA)
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