Il Battistero Paleocristiano e il Complesso Monumentale di Santa Maria Maggiore

Il Battistero Paleocristiano di Santa Maria Maggiore sorge nell’omonima località, sita nel Comune di Nocera Superiore, ed oggi è annesso al Complesso Monumentale di Santa Maria Maggiore insieme alla Cappella di S. Caterina, la nuova sede parrocchiale di Santa Maria Maggiore, i suoi giardini (un tempo orti) e l’Antiquarium.

Denominato negli anni e nel gergo popolare La Rotonda, il Tempio Rotondo o più comunemente Santa Maria la Rotonda, il Battistero Paleocristiano viene edificato nel VI secolo d.C. entro le mura della Antica Nuceria, privilegio riservato solo alle città imperiali e poche altre, durante la Restauratio Imperii di Giustiniano I. Circa quattro metri al di sotto dell’attuale piano di campagna in seguito alle continue alluvioni, fu innalzato su di un edificio precedente di epoca romana del II-III secolo d.C, di cui oggi si possono ammirare i pavimenti di mosaici policromi nel deambulatorio e nell’area absidale.

Dopo la sua realizzazione il Battistero divenne sede vescovile della Diocesi di Nocera fino al IX secolo, secolo in cui non si attesta più la presenza, all’interno della struttura, della antica cattedra in marmo pario dove oggi troviamo il recente altare realizzato nel 1925.

Costruito con materiali di spoglio di templi ed edifici pubblici romani della Antica Nuceria, come le pregiatissime quindici coppie di colonne di marmo verde cipollino, breccia d’Aleppo e giallo di Numidia, che sorreggono l’imponente cupola. Le colonne, differenti tra loro, offrono al Battistero una vivace policromia interna. Diversi tra loro sono anche i capitelli: in alcuni è possibile notare la presenza di delfini, a testimonianza di un antico tempio in città dedicato (si pensa) al dio Nettuno, da cui sono stati prelevati. Sulle colonne, e tra esse, si possono notare puntelli in ferro e cerchiature inserite nel 1805 dai Borboni laddove sembravano malridotte. In realtà, le scheggiature o meglio, l’assente lavorazione su alcune colonne, sono il risultato della mancata manodopera degli scultori romani, poiché molte di esse erano incastonate su mura di antichi edifici pubblici o templi della città Antica.

La cupola ovoidale oggi si nasconde alla città, perché protetta esternamente da un nuovo tamburo e una copertura a falde con tegole in cotto. Eretta con la tecnica sapiente degli architetti romani dell’età imperiale, dopo secoli di vita, dopo rovinosi terremoti che devastarono la regione ed un millenario abbandono, oggi si staglia alta in tutta la sua magnificenza con le antiche aperture che ne seguono il profilo sferico.

Al centro dell’edificio è posto il grande fonte battesimale, di forma ottagonale all’esterno e circolare all’interno, utilizzato dai catecumeni nel rito per immersione; sormontato da otto colonne, che in antichità dovevano sostenere un velario, è il secondo fonte battesimale più grande d’Italia dopo quello di San Giovanni in Laterano, con i suoi sette metri di diametro circa.
La superficie laterale è rivestita con lastre di marmo decorate con croci in stile greco, che richiamano la croce templare, i cui bracci terminano indistintamente in forma lunata. Tutte le incisioni presenti erano in origine riempite con stucchi policromi.

Il presbiterio che oltre ad ospitare l’altare, che nei restauri del 1925 venne installato innanzi all’abside, accoglie delle colonne binate sui suoi lati: in marmo bianco, sono state tratte ciascuna coppia dallo stesso blocco di cava. Scanalate nella parte superiore, esse si ergono dal pavimento senza una base e sono alte 3 metri circa. Su di esse poggiano due capitelli romani, sui quali poggia un frammento dell’antica cornice di un tempio dell’Antica città di Nuceria.
L’abside accoglie, così come il deambulatorio, pavimenti di mosaici policromi di un edificio precedente al Battistero, di epoca romana del II-III secolo d.C.

Alla sinistra del portale d’ingresso troviamo due cappelline, in particolare un andito (passaggio verso l’antico cimitero, oggi murato) ed una cappellina, in cui sono raffigurate scene del Nuovo Testamento in stile giottesco, realizzate tra il 1300 e 1400.
Nella prima cappellina pregevoli sono le raffigurazioni della Vergine e Bambino, attribuita a Roberto d’Oderisio, uno dei massimi esponenti della pittura napoletana del ‘300, dai suoi colori accesi rosso e blu. Nell’altra cappellina, che in origine era un passaggio, vi è la raffigurazione del Cristo Pantocrator sulla volta a botte.
La caduta di un frammento d’intonaco dell’affresco, ha chiaramente reso visibili precedenti e più antiche pitture decoravano l’ambiente, prima di questa pregevole opera. Sempre in questa seconda cappellina, sul lato destro, vi è una raffigurazione tanto insolita quanto controversa: una scena della Natività, molto singolare, dove si nota distesa sul drappo rosso avvolta in un manto marrone la Vergine, che è posta tra i due “Bambini”, le spalle rivolte al primo in fasce, il volto e la mano con l’indice teso verso il secondo che sta facendo il bagno.

Singolare ed unica è la balconata panoramica dal quale si può ammirare l’interno del Tempio da una visuale mozzafiato. Si nota nel dettaglio l’incredibile volta a botte che percorre tutta la galleria, i capitelli con delfini e l’incredibile spazialità sacra di tutta l’intera struttura.

L’Antiquarium e la Congrega di Santa Caterina

A sud del Battistero è annessa una costruzione edificata intorno al ‘600 per essere la casa del custode del Tempio. Dopo essere stata adibita a deposito per tanti anni, per poi diventare Lapidarium e successivamente ri-abbandonata, oggi grazie al lavoro della nostra associazione con la Parrocchia di Santa Maria Maggiore, la struttura è rinata diventando un Antiquarium che raccoglie al suo interno lapidi, colonne e materiali di spoglio di antiche strutture romane, rinvenute in prossimità del La Rotonda e nella città dell’Antica Nuceria.
In particolare una colonna in travertino, trovata spezzata in due parti dietro ad un altare nel 1865. Sulla colonna datata VIII-IX secolo, vi è l’epigrafe «DE DONIS DOMINI ET SANCTE MARIE MAGNO ALDO PRESBYTER FECIT», che interpretata sarebbe «il prete Magno Aldo eresse quell’altare dei doni e delle offerte che si facevano al Signore ed alla sua SS.a Madre».

Il Complesso Monumentale di Santa Maria Maggiore è secondo alcuni studiosi, il polo ecclesiastico ad aver accolto la più antica Congregazione d’Italia, ovvero la Congrega di Santa Caterina; infatti, un documento del Codex Diplomaticus Cavensis del 1014, attesta l’esistenza di una «congregatione S. Maria Plebis Nuceriae», rendendo l’associazione religiosa nucerina antecedente a quella che oggi si ritiene più antica d’Italia, ovvero la Congregazione di S. Maria del Gonfalone di Marino eretta a Roma nel 1267.

L’antico Complesso Monumentale, con il Battistero Paleocristiano, che come tutti i battisteri doveva esser annesso ad una chiesa o cattedrale (di cui però oggi non vi è alcuna traccia), è stato sede dell’antico Ospedale di S. Caterina, successivamente denominato Ospedale della Terrasanta, che esercitò la sua assistenza a beneficio dei poveri dal 982 sino ai primi anni del 1700.


Orari di apertura:
Il Battistero Paleocristiano di Santa Maria Maggiore è aperto nei seguenti giorni ed orari:

  • Giovedì  ore 9:00/12:00
  • Venerdì  ore 9:00/12:00
  • Sabato*  ore 9:00/12:00
  • Domenica*  ore 9:00/12:00

*Solo il sabato e la domenica trovate i volontari del Gruppo Archeologico Nuceria per visite gratuite, mentre negli altri giorni indicati è possibile visitare il Battistero (sempre gratuitamente) con la presenza di altre associazioni che ne garantiscono la sorveglianza. L’apertura e la chiusura del sito è gestita invece dall’associazione della Parrocchia di Santa Maria Maggiore, Parrocchia che gestisce l’intero Complesso Monumentale.

Informazioni generali:
L’ingresso è gratuito e disponibile fino a 30 minuti prima dell’orario di chiusura. Durante le celebrazioni religiose le visite all’interno della struttura sono sospese.
Per altre necessità o informazioni è possibile contattare direttamente la Parrocchia alla mail battisteronocera@gmail.com. Per visite gratuite fuori orario d’apertura è necessaria la prenotazione.

Luogo: Via Santa Maria Maggiore 31, Nocera Superiore (SA)


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