L’assetto urbano della città
Nuceria presentava un impianto urbano originariamente di tipo strigas et scamna di origine etrusco-italica – e non come erroneamente ipotizzato di tipo ippodameo, per plateiai e stenopoi – prevalentemente per strigas, ovvero insulae rettangolari con lato corto lungo l’asse principale del sistema (quello che poi diventerà in epoca romana il Cardo Massimo, identificabile oggi in Via San Pietro, nell’omonima località).
La città aveva un perimetro murario di 1000×1200 metri delimitante un’estensione di circa 120 ettari, più del doppio anche in epoca romana rispetto a quella della vicina Pompei (a sole nove miglia di distanza) e della grande Capua Antica. All’interno della città tra le mura Nuceria oltre al Cardo Massimo, presentava altre due strade perpendicolari al cardo ma parallele tra loro: l’asse più antico a sud, il Decumano Superiore, e l’altro asse costruito con l’espansione della città verso nord, il Decumano Inferiore. Con la presenza di un grande Foro, un Anfiteatro, un Teatro, terme, Nuceria nel I secolo d.C. divenne una delle 16 più grandi città della penisola italiana, arrivando ad accogliere tra le proprie mura dai 20.000 ai 30.000 abitanti circa. La presenza di importanti corredi scoperti nelle sue monumentali necropoli fuori le mura, distribuiti nei più grandi musei del mondo, testimoniamo ancora una volta la potenza che raggiunse questa antica città.
La realizzazione del modello e la stampa 3D
Il plastico dell’Antica Nuceria è un progetto ideato e realizzato dal Gruppo Archeologico Nuceria APS in sinergia con l’innovativa startup nocerina Rithema S.r.l. che ha elaborato attraverso la stampa 3D il primo modello fisico dell’antica città. La costruzione del modello è realizzata sulla base dell’ultimo disegno che l’archeologo Werner Bernardo Johannowsky ci ha lasciato e che ancora oggi risulta la più attendibile e verificata dagli scavi archeologici effettuati in città. Si ringraziano in modo particolare, l’archeologa Chiara Napoletano ideatrice del plastico, l’architetto Davide Apicella artefice della realizzazione e i volontari tutti del GAN per il costante studio e miglior approfondimento possibile dell’Antica Nuceria.
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