Chi Siamo

Il Gruppo Archeologico Nuceria

Il Gruppo Archeologico Nuceria (GAN) è un’associazione di volontariato no-profit per la tutela e valorizzazione archeologica, artistica e culturale dell’Antica Nuceria, una delle più grandi città della Campania Antica.

L’associazione è stata costituita con un unico scopo: quello di far conoscere, alla cittadinanza prima e a tutti gli altri poi, l’importanza storica, archeologica e culturale dell’Antica città di Nuceria e dell’intero Agro Nocerino, insistendo ed operando principalmente territorio del Comune di Nocera Superiore (SA).
Per fare sì che Nuceria si affacci in un contesto nazionale ed internazionale e per creare subito un circuito solido di rete e di scambio reciproco, si è scelto di rientrare in un’organizzazione nazionale denominata Gruppi Archeologici d’Italia (GA d’Italia), quella che oggi è diventata a tutti gli effetti la nostra grande famiglia.

Vuoi visitare i siti archeologici?

Informazioni Utili

InfoPoint: Via Fiuminale, Nocera Superiore (SA)
Parco Urbano Alfonso e Matteo Fresa

Orari: Sabato-Domenica 8:30-12:30
Gli altri giorni su prenotazione

L’ingresso è gratuito

#eventi #nuceria #gan

Eventi in Programma

#IVincontrisuNuceria #archeologia

Nocera Superiore

IV Incontri su Nuceria

Incontri su storia, arte e archeologia di una della città più importanti della Campania Antica a cura del Gruppo Archeologico Nuceria.

#ITesoriDiNuceria #archeologia

Nocera Superiore (SA), Nocera Inferiore (SA)

I Tesori di Nuceria

Apertura mensile straordinaria dei siti storici-archeologici sul territorio nocerino in grado di valorizzare il patrimonio culturale e artistico delle città di Nocera Superiore e Nocera Inferiore.

#ArcheoFestival2026 #archeologia

Nocera Superiore (SA)

ArcheoFestival 2026 – Tappa 7 Pagani/Nocera

Evento che promuove la valorizzazione e la tutela dei beni culturali campani. Tappa organizzata dal Gruppo Archeologico Terramare 3000.

#IVincontrisuNuceria #archeologia

Nocera Superiore

IV Incontri su Nuceria

Incontri su storia, arte e archeologia di una della città più importanti della Campania Antica a cura del Gruppo Archeologico Nuceria.

#BMTA2025 #archeologia

 NEXT Nuova Esposizione Ex Tabacchificio, Capaccio (SA)

BMTA di Paestum 2025

La BMTA Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico è l’unico evento al mondo dedicato al turismo archeologico.

#archeologiaritrovata #archeologia

Nocera Superiore (SA)

Giornate Nazionali di Archeologia Ritrovata

Evento organizzato dai Gruppi Archeologici d’Italia che promuove la valorizzazione e la tutela dei beni culturali cosiddetti “minori”.

#brochuregan #nuceria #gan

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Gruppo Archeologico Nuceria

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Associazione di volontariato per la #tutela e #valorizzazione archeologica e culturale dell'Antica città di #NUCERIA 📩 Contattaci per visite gratuite
  • La storia dell’antica Nuceria prende vita tra le mani delle nuove generazioni! Il patrimonio archeologico non è fatto solo di pietre silenziose, ma di racconti che aspettano solo di essere ascoltati. Per noi del Gruppo Archeologico Nuceria APS, l’impegno nel Progetto Scuola è molto più di una semplice attività: è una missione cardine che trasforma il nostro territorio in un’immensa aula a cielo aperto. Come volontari, avvertiamo un profondo senso di responsabilità. Siamo convinti che il nostro compito più alto non sia solo conservare il passato, ma saperlo raccontare, accendendo nei ragazzi quella scintilla di amore e rispetto per le proprie radici. Abbiamo l’obbligo morale di far sì che la bellezza che ci circonda non sia invisibile ai loro occhi, ma diventi parte della loro identità.

Il pomeriggio del 24 aprile abbiamo vissuto il secondo incontro di questo percorso, insieme agli alunni dell'IC Nuceria. In particolare, siamo stati travolti dall'entusiasmo delle classi IV dei plessi Luigi Settembrini, Suor Maria Consiglio Addatis e Iqbal Masih. È stato un privilegio trascorrere ore così intense con ragazzi pronti, attenti e incredibilmente curiosi di toccare con mano le tracce della nostra storia millenaria. Vedere i loro sguardi meravigliarsi davanti ai segreti dell'antica Nuceria è ciò che dà senso a tutto il nostro lavoro. 

I nostri più sentiti ringraziamenti vanno a chi rende possibile tutto questo: Un grazie speciale alle maestre A. Lenza e A. Verdossi, che con passione ci hanno accompagnato in questa calda e luminosa giornata di primavera. Un ringraziamento sincero al Preside Pizzarelli, la cui visione e sensibilità permettono ai suoi allievi di crescere respirando l'amore per la storia della nostra città. Finché ci sarà un ragazzo curioso di scoprire il passato, il futuro della nostra storia sarà al sicuro. 

Se vuoi saperne di più contattaci:
SITO: gruppoarcheologiconuceria.it
Mail: gruppoarcheologiconuceria@gmail.com
FB: Gruppo Archeologico Nuceria
Telefono: +39 3755187961
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#gan #gruppoarcheologiconuceria #nuceria #nuceriacittàarcheologica #nocerasuperiore
  • Il Complesso Monumentale di Santa Maria Maggiore è, secondo alcuni studiosi, il polo ecclesiastico ad aver accolto la più antica Congregazione d’Italia, ovvero la Congrega di Santa Caterina; infatti, un documento del Codex Diplomaticus Cavensis del 1014, attesta l’esistenza di una congregatione S. Maria Plebis Nuceriae, rendendo l’associazione religiosa nucerina antecedente a quella che oggi si ritiene più antica d’Italia, ovvero la Congregazione di S. Maria del Gonfalone di Marino eretta a Roma nel 1267. Ma già in un documento dell'agosto 982 del Codex Diplomaticus Cavensis (CDC, conservato presso la Badìa di Cava de'Tirreni) risulta che vi era annessa al Battistero una Diaconia, la quale amministrava anche un Ospizio di Carità per i poveri.

Secondo i padri della Chiesa del IV secolo, seguendo i dettami del Concilio di Nicea (325) e quello di Calcedonia (451), «era stabilito che ogni città avesse il ricovero dei pellegrini infermi e poveri, costruito in luogo appartato e custodito da un monaco che doveva curarne la vita, amministrare il patrimonio e, nelle avversità, procurar denaro e vettovaglie con la questua»; questo fa supporre negli stessi anni la nascita della Confraternita o "fratancia" di Santa Maria Maggiore.

La Congrega di Santa Caterina sarà la sede del II Incontro dei "IV INCONTRI SU NUCERIA" a cura del Gruppo Archeologico Nuceria, venerdì 15 Maggio ore 19:30. di ospitare l’archeologa Teresa Virtuoso con il suo intervento dal titolo “Indagini archeologiche nel Comune di Nocera Superiore. Nelle immediate vicinanze del Battistero Paleocristiano e nell'area dell’ex foro boario”, che approfondirà lo scavo archeologico da lei condotto nell'area del Parco Urbano "Alfonso e Matteo Fresa". Appuntamento da non perdere!

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  • Quante volte abbiamo visitato il sito archeologico di Ercolano, accedendovi dalla cosiddetta Terrazza Meridionale e ci siamo imbattuti in una statua che svetta e sembra celebrare un grande imperatore per il suo profilo autoritario?

Ebbene, la figura in questione non è un imperatore ma uno dei più importanti cittadini ercolanesi, politico, cavaliere e proconsole della provincia romana di Creta-Cirene al tempo di Augusto: Marco Nonio Balbo (in latino Marcus Nonius Balbus). Molti però non sanno che Nonio Balbo non è originario di Herculaneum, ma della vicina Nuceria del I secolo a.C.. Figlio dell’omonimo mercante nucerino e di Viciria, donna di stirpe etrusca, trascorse la tua giovinezza tra le imponenti ed inespugnabili mura nucerine. Successivamente, la famiglia si trasferì ad Ercolano. La grandezza che la città di Ercolano gli attribuì, fu la diretta conseguenza delle incredibili donazioni fatte alla città: egli infatti, a sue spese, finanziò il restauro di importanti edifici, fra i quali la Basilica, le mura e le porte urbiche. Ma non si limitò solo a donazioni verso la sua città adottiva, ma anche alla sua Nuceria, che ricordava per la sua bellissima infanzia passata nell’Ager Nucerinus. Una figura così importante in comune tra le due città di Herculaneum e Nuceria, che ne fortificò i rapporti commerciali e amministrativi tanto da poterli ancora oggi constatare in una statua equestre in marmo (immagine del post) rinvenuta nella città ercolanese, conservata ed esposta presso il Museo Archeologico Nazionale di Napoli: sul fondo della lastra basamentale della scultura - la cui datazione è della prima metà del I secolo d.C. - vi è una incisione che recita “dono dei nucerini alla città di Ercolano”. Scultura, molto probabilmente donata alla morte del proconsole romano e collocata nell'area forense di Ercolano, città che lo insignì del titolo onorifico di patronus, ovvero protettore della stessa.

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  • Il commercio del vino nel I secolo d.C. aveva assunto notevole importanza nella vita di Nuceria. Infatti, nelle ville rustiche sparse nelle campagne circostanti, cioè le ville degli aristocratici che oltre alla parte residenziale avevano anche quella produttiva, molto abbondante era la produzione della rinomata qualità del vino, come si evince da un'iscrizione murale ritrovata sull'ingresso di una Domus di Pompei, esattamente nella Regio III insula 5 su Via dell'Abbondanza. L'iscrizione recita: «Ga(ius) Sabinus Statio plurima(m) sal(utem) / Viator Pompeis pane(m) gustas / Nuceriae bibes» (CIL IV 8903). Non sappiamo se l'autore fosse un nucerino o un viaggiatore ma questo Gaio Sabino, che manda tanti saluti a Stazio, raccomanda di gustare il pane a Pompei, ma per il vino consiglia di andare nella vicina Nuceria.

E non possiamo non immaginare che, con una così grande produzione di vino pregiato delle campagne nucerine esportato probabilmente nel resto dell'Impero, nell'Antica Nuceria si svolgessero giorni di festa in onore di una certa divinità o ricorrenza religiosa, come in questo caso le feste vinali. Infatti i "Vinalia" erano delle festività molto attese non solo per ringraziare le divinità ma anche per pubblicizzare i prodotti del territorio ed erano celebrate in onore di Giove e, subito dopo, di Venere per ben due volte l'anno, cioè il 23 aprile (Vinalia priora) per assaggiare il vino nuovo, e il 19 agosto (Vinalia altera o rustica) dove - come ci racconta Plinio il Vecchio nella sua raccolta Naturalis Historia -  il flamen Dialis, il sacerdote addetto al culto di Giove, sacrificava un agnello al dio per propiziare l'abbondanza della vendemmia.

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  • A circa un metro di profondità dal livello stradale, nelle indagini archeologiche iniziate il 26 aprile 2006 per la realizzazione dell'odierno Parco Urbano "Alfonso e Matteo Fresa, cominciarono ad affiorare nell’area “saggio I” creste di setti murari pertinenti ad un edificio, di cui si conserva parte di un ambiente di grandi dimensioni, probabilmente costruito dopo l'eruzione del 1631. Ad esso si affiancano due vasche comunicanti ed un pozzo, forse destinati ad attività di decantazione.
Inoltre, vennero portati alla luce i resti di strutture pertinenti ad almeno due edifici, databili il primo in età romana tra il I secolo a.C. e il I secolo d.C. e il secondo in età tardo-antica.

Al primo edificio appartengono i resti di tre colonne in laterizio, rivestite di intonaco decorato con incisioni; le colonne si elevano su una struttura in "opus incertum" che richiama l'elevato dell'alto podio caratterizzante i templi di tipo etrusco-italico; lo spazio tra le colonne viene chiuso successivamente con la costruzione di imponenti setti murari, creando ambienti di più piccole dimensioni, caratterizzati dalla presenza di pavimentazioni e di sistemi di canalizzazione delle acque. Il secondo edificio, di età tardo-antica (fine terzo secolo inizio IV sec. d.C.), testimonia il diverso utilizzo delle strutture di età romana dell'Antica Nuceria e anch'esso presenta un complesso sistema di canalizzazione delle acque, malta impermeabile all'interno delle murature (foto del post). Così come nel caso precedente anche queste strutture sono state riutilizzate a vasche e forse destinate ad attività di decantazione e in utilizzo fino all'inizio del 1800.

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  • 100 anni di meraviglia: l'Anfiteatro di Nuceria rivive! Ieri è iniziata ufficialmente la III edizione de #IVincontrisuNuceria, e non potevamo scegliere un esordio più emozionante: il centenario della scoperta dell'Anfiteatro Romano.

Tutto ebbe inizio nella "calda estate del 1926", quando tra le cantine del Convento di Santa Maria degli Angeli, frate Matteo Fresa intuì la presenza del "gigante sepolto". Il suo meraviglioso Chiostro settecentesco ha ospitato la mostra "1926-2026 il gigante sepolto: 100 anni dalla scoperta dell’Anfiteatro di Nuceria" - allestita grazie ai documenti e disegni del fondo documentale C.Campanelli "Famiglia Fresa" e ai documenti conservati da Sergio e Michele Cicalese -, mentre la storica biblioteca - biblioteca che oggi conta su un patrimonio culturale di circa oltre 50.000 volumi - ha fatto da cornice a un convegno di altissimo profilo: il professore e archeologo di fama internazionale Stefano De Caro, il pronipote dei fratelli Fresa Claudio Campanelli e l'architetto Anna Onesti, nuova Soprintendente ABAP delle Provincie di Salerno e Avellino. Da un excursus del professor De Caro sugli anfiteatri campani, si è approfondito con i presenti il caso e la scoperta dell'anfiteatro e della sua potenzialità archeologica e prospettiva di valorizzazione e tutela.

Ringraziamo gli Enti e personalità intervenute: oltre i relatori già citati, ringraziamo Padre Luigi D'Auria, padre guardiano del Convento che ci ha ospitato, in un luogo suggestivo e ricco di arte e storia; l'Amministrazione ed il Sindaco Gennaro D'Acunzi che da sempre hanno dimostrato fiducia e costante supporto nella nostra associazione; il Funzionario Archeologo SABAP di Salerno e Avellino Simona Di Gregorio, da sempre vicina alla valorizzazione e tutela dell'Antica Nuceria; il nostro vice-direttore nazionale dei Gruppi Archeologici d'Italia Felice Pastore.  

La vostra presenza è stata incredibile! Grazie per aver riempito ogni spazio con il vostro entusiasmo. Non fermiamoci qui: vi aspettiamo venerdì prossimo per il secondo incontro. Andremo alla scoperta delle Terme di Nuceria nel nostro Parco Urbano, con l'archeologa Teresa Virtuoso. Da non perdere!
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#gan #nuceria
  • Piccoli Archeologi crescono alla scoperta dell'Antica Nuceria! Il mese di aprile continua ad essere ricco di emozioni e di appuntamenti speciali con il nostro Progetto Scuola. 

Mercoledì 22 aprile abbiamo avuto il piacere di accogliere le classi III A e B del plesso San Giovanni Bosco dell’Istituto Comprensivo "Fresa-Pascoli". Accompagnati dalle loro maestre, questi bambini dolci e curiosi hanno viaggiato nel tempo tra i siti archeologici che rendono unico il nostro territorio. 
Ma la vera magia è avvenuta dopo la visita! I ragazzi si sono messi alla prova nel nostro Laboratorio di Scavo, trasformandosi in veri "piccoli archeologi" alla ricerca di tesori preziosi e testimonianze del passato. Special guest del Laboratorio la nostra mascotte, ormai adottata, la piccola Luna!

L’impegno verso le nuove generazioni è per noi una missione costante. Siamo profondamente grati alle scuole del territorio che scelgono di affidarci i loro studenti per trasmettere l'amore e il rispetto verso la storia di Nocera Superiore. Un ringraziamento speciale per questa splendida mattinata di aprile va alle maestre che hanno accompagnato i ragazzi con dedizione: M.G. Abate, G. Milano, L. Cardamone e F. Amato. Continuiamo insieme a seminare bellezza e conoscenza! 

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  • Sul confine occidentale del Comune di Nocera Superiore troviamo un luogo dove archeologia e arte trovano perfetta armonia: la Chiesa di Santa Maria degli Angeli con l'annesso Convento dei Frati Minori. Intorno al VII secolo, i pochi nucerini rimasti all'interno della città romana di Nuceria seppero riutilizzare una delle antiche torri della cinta muraria, adibendola a chiesa; per i nucerini e nel gergo popolare si diffuse subito con il nome di "Santa Maria a Torre", usato ancora oggi.
Successivamente la chiesa ha subito vari cambiamenti e la sua attuale edificazione risale al XVI secolo - testimoniata da un atto del 1589 - con il nome di Chiesa di Santa Maria degli Angeli. Nel 1706 la chiesa fu completata e quasi contemporaneamente fu realizzato anche il Convento ed il bellissimo chiostro - di cui un dettaglio è la foto del post - che conserva pitture di scuola Solimena.
Oltre alle mura dell'antica città romana il Complesso Conventuale nasconde anche un'altra meraviglia: nel '900 fu scoperta dai fratelli Matteo e Alfonso Fresa, nelle cantine del Convento e nel sottosuolo di un palazzotto vicino, una parte dell'Anfiteatro Romano dell'Antica Nuceria, che resta ancora lì sepolto.

Questo luogo incantevole sarà la sede del nostro primo incontro della III edizione - l'8 Maggio e ore 19:30 - dei “IV INCONTRI SU NUCERIA. Storia, Arte e Archeologia di una della città più importanti della Campania Antica", che ospiterà il professore e archeologo Stefano De Caro, che con il suo intervento “Gli anfiteatri della Campania Antica”, approfondirà il tema degli Anfiteatri campani ricordando anche il caso dell’Anfiteatro romano dell’Antica Nuceria, a 100 anni dalla sua scoperta; inoltre, prima si potrà visitare anche il Chiostro con un allestimento di una mostra su alcuni studi e foto dei fratelli Fresa sull’Anfiteatro nucerino.

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  • Per molto tempo si è parlato erroneamente di Nuceria come città di fondazione etrusca, ma ad oggi le uniche due città in Campania di cui si ha certezza della presenza etrusca, sono Capua e Pontecagnano. Nuceria, invece, deve le proprie origini agli Osci, una popolazione di lingua indoeuropea della Campania Antica pre-romana, appartenente al gruppo osco-umbro. Prima degli Osci, però, l'area della Valle del Sarno era già abitata da popolazioni indigene locali, i Sarrasti - nome dal fiume Sarno - dei quali si ha testimonianza sia nel celebre testo di Virgilio, l'Eneide (VII, 738), ma anche grazie alla scoperta compiuta presso Longola nel Comune di Poggiomarino, dove nel 2000 sono stati ritrovati parte di insediamenti arcaici. Questo villaggio, che con molta probabilità apparteneva alla popolazione indigena narrata da Virgilio, insieme agli altri villaggi sarrasti sparsi nell'attuale Agro Nocerino, con l'arrivo degli Osci lungo gli Appennini, diedero vita a nuovi insediamenti tra le mura come Nola, Pompei e anche Nuceria.

La Nuceria intramoenia (tra le mura) venne fondata intorno al VI secolo a.C., con il nome osco Nuvkrinum, ovvero "nuova rocca" dai suffissi -nuv e -cr. Uno o due secoli più tardi arrivarono i Sanniti, un popolo stanziato nell'area centro-meridionale della Penisola (tra Campania e Puglia), che conquistarono molte delle città campane del V-IV secolo a.C., tra cui Nuvkrinum. Come tradizione, i sanniti, stanziavano negli insediamenti conquistati proprie tribù, che gestivano la città; a Nuceria i Sanniti insediarono la tribù degli Alfaterni, e fu così che il nome Nuvkrinum fu accompagnato da Alafaternum, ovvero "degli Alfaterni". Con la conquista romana successivamente, intorno al III secolo a.C. con le guerre marsiche, la città passò sotto il dominio romano, questa volta tornando a chiamarsi Nuvkrinum, latinizzato Nuceria, perdendo l'attribuzione Alafaternum. Ma degli etruschi, così come dei greci, a Nuceria non si ha traccia, se non qualche ritrovamento sporadico o iscrizioni che sono senz'altro testimonianza di una ricca affluenza di interscambio commerciale tra le popolazioni vicine dell'epoca con la città nucerina.
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#gan #nuceria #archeologia
La storia dell’antica Nuceria prende vita tra le mani delle nuove generazioni! Il patrimonio archeologico non è fatto solo di pietre silenziose, ma di racconti che aspettano solo di essere ascoltati. Per noi del Gruppo Archeologico Nuceria APS, l’impegno nel Progetto Scuola è molto più di una semplice attività: è una missione cardine che trasforma il nostro territorio in un’immensa aula a cielo aperto. Come volontari, avvertiamo un profondo senso di responsabilità. Siamo convinti che il nostro compito più alto non sia solo conservare il passato, ma saperlo raccontare, accendendo nei ragazzi quella scintilla di amore e rispetto per le proprie radici. Abbiamo l’obbligo morale di far sì che la bellezza che ci circonda non sia invisibile ai loro occhi, ma diventi parte della loro identità.

Il pomeriggio del 24 aprile abbiamo vissuto il secondo incontro di questo percorso, insieme agli alunni dell'IC Nuceria. In particolare, siamo stati travolti dall'entusiasmo delle classi IV dei plessi Luigi Settembrini, Suor Maria Consiglio Addatis e Iqbal Masih. È stato un privilegio trascorrere ore così intense con ragazzi pronti, attenti e incredibilmente curiosi di toccare con mano le tracce della nostra storia millenaria. Vedere i loro sguardi meravigliarsi davanti ai segreti dell'antica Nuceria è ciò che dà senso a tutto il nostro lavoro. 

I nostri più sentiti ringraziamenti vanno a chi rende possibile tutto questo: Un grazie speciale alle maestre A. Lenza e A. Verdossi, che con passione ci hanno accompagnato in questa calda e luminosa giornata di primavera. Un ringraziamento sincero al Preside Pizzarelli, la cui visione e sensibilità permettono ai suoi allievi di crescere respirando l'amore per la storia della nostra città. Finché ci sarà un ragazzo curioso di scoprire il passato, il futuro della nostra storia sarà al sicuro. 

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La storia dell’antica Nuceria prende vita tra le mani delle nuove generazioni! Il patrimonio archeologico non è fatto solo di pietre silenziose, ma di racconti che aspettano solo di essere ascoltati. Per noi del Gruppo Archeologico Nuceria APS, l’impegno nel Progetto Scuola è molto più di una semplice attività: è una missione cardine che trasforma il nostro territorio in un’immensa aula a cielo aperto. Come volontari, avvertiamo un profondo senso di responsabilità. Siamo convinti che il nostro compito più alto non sia solo conservare il passato, ma saperlo raccontare, accendendo nei ragazzi quella scintilla di amore e rispetto per le proprie radici. Abbiamo l’obbligo morale di far sì che la bellezza che ci circonda non sia invisibile ai loro occhi, ma diventi parte della loro identità.

Il pomeriggio del 24 aprile abbiamo vissuto il secondo incontro di questo percorso, insieme agli alunni dell'IC Nuceria. In particolare, siamo stati travolti dall'entusiasmo delle classi IV dei plessi Luigi Settembrini, Suor Maria Consiglio Addatis e Iqbal Masih. È stato un privilegio trascorrere ore così intense con ragazzi pronti, attenti e incredibilmente curiosi di toccare con mano le tracce della nostra storia millenaria. Vedere i loro sguardi meravigliarsi davanti ai segreti dell'antica Nuceria è ciò che dà senso a tutto il nostro lavoro. 

I nostri più sentiti ringraziamenti vanno a chi rende possibile tutto questo: Un grazie speciale alle maestre A. Lenza e A. Verdossi, che con passione ci hanno accompagnato in questa calda e luminosa giornata di primavera. Un ringraziamento sincero al Preside Pizzarelli, la cui visione e sensibilità permettono ai suoi allievi di crescere respirando l'amore per la storia della nostra città. Finché ci sarà un ragazzo curioso di scoprire il passato, il futuro della nostra storia sarà al sicuro. 

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15 ore ago
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Il Complesso Monumentale di Santa Maria Maggiore è, secondo alcuni studiosi, il polo ecclesiastico ad aver accolto la più antica Congregazione d’Italia, ovvero la Congrega di Santa Caterina; infatti, un documento del Codex Diplomaticus Cavensis del 1014, attesta l’esistenza di una congregatione S. Maria Plebis Nuceriae, rendendo l’associazione religiosa nucerina antecedente a quella che oggi si ritiene più antica d’Italia, ovvero la Congregazione di S. Maria del Gonfalone di Marino eretta a Roma nel 1267. Ma già in un documento dell'agosto 982 del Codex Diplomaticus Cavensis (CDC, conservato presso la Badìa di Cava de'Tirreni) risulta che vi era annessa al Battistero una Diaconia, la quale amministrava anche un Ospizio di Carità per i poveri.

Secondo i padri della Chiesa del IV secolo, seguendo i dettami del Concilio di Nicea (325) e quello di Calcedonia (451), «era stabilito che ogni città avesse il ricovero dei pellegrini infermi e poveri, costruito in luogo appartato e custodito da un monaco che doveva curarne la vita, amministrare il patrimonio e, nelle avversità, procurar denaro e vettovaglie con la questua»; questo fa supporre negli stessi anni la nascita della Confraternita o "fratancia" di Santa Maria Maggiore.

La Congrega di Santa Caterina sarà la sede del II Incontro dei "IV INCONTRI SU NUCERIA" a cura del Gruppo Archeologico Nuceria, venerdì 15 Maggio ore 19:30. di ospitare l’archeologa Teresa Virtuoso con il suo intervento dal titolo “Indagini archeologiche nel Comune di Nocera Superiore. Nelle immediate vicinanze del Battistero Paleocristiano e nell'area dell’ex foro boario”, che approfondirà lo scavo archeologico da lei condotto nell'area del Parco Urbano "Alfonso e Matteo Fresa". Appuntamento da non perdere!

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Secondo i padri della Chiesa del IV secolo, seguendo i dettami del Concilio di Nicea (325) e quello di Calcedonia (451), «era stabilito che ogni città avesse il ricovero dei pellegrini infermi e poveri, costruito in luogo appartato e custodito da un monaco che doveva curarne la vita, amministrare il patrimonio e, nelle avversità, procurar denaro e vettovaglie con la questua»; questo fa supporre negli stessi anni la nascita della Confraternita o "fratancia" di Santa Maria Maggiore.

La Congrega di Santa Caterina sarà la sede del II Incontro dei "IV INCONTRI SU NUCERIA" a cura del Gruppo Archeologico Nuceria, venerdì 15 Maggio ore 19:30. di ospitare l’archeologa Teresa Virtuoso con il suo intervento dal titolo “Indagini archeologiche nel Comune di Nocera Superiore. Nelle immediate vicinanze del Battistero Paleocristiano e nell'area dell’ex foro boario”, che approfondirà lo scavo archeologico da lei condotto nell'area del Parco Urbano "Alfonso e Matteo Fresa". Appuntamento da non perdere!

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Il Complesso Monumentale di Santa Maria Maggiore è, secondo alcuni studiosi, il polo ecclesiastico ad aver accolto la più antica Congregazione d’Italia, ovvero la Congrega di Santa Caterina; infatti, un documento del Codex Diplomaticus Cavensis del 1014, attesta l’esistenza di una congregatione S. Maria Plebis Nuceriae, rendendo l’associazione religiosa nucerina antecedente a quella che oggi si ritiene più antica d’Italia, ovvero la Congregazione di S. Maria del Gonfalone di Marino eretta a Roma nel 1267. Ma già in un documento dell'agosto 982 del Codex Diplomaticus Cavensis (CDC, conservato presso la Badìa di Cava de'Tirreni) risulta che vi era annessa al Battistero una Diaconia, la quale amministrava anche un Ospizio di Carità per i poveri.

Secondo i padri della Chiesa del IV secolo, seguendo i dettami del Concilio di Nicea (325) e quello di Calcedonia (451), «era stabilito che ogni città avesse il ricovero dei pellegrini infermi e poveri, costruito in luogo appartato e custodito da un monaco che doveva curarne la vita, amministrare il patrimonio e, nelle avversità, procurar denaro e vettovaglie con la questua»; questo fa supporre negli stessi anni la nascita della Confraternita o "fratancia" di Santa Maria Maggiore.

La Congrega di Santa Caterina sarà la sede del II Incontro dei "IV INCONTRI SU NUCERIA" a cura del Gruppo Archeologico Nuceria, venerdì 15 Maggio ore 19:30. di ospitare l’archeologa Teresa Virtuoso con il suo intervento dal titolo “Indagini archeologiche nel Comune di Nocera Superiore. Nelle immediate vicinanze del Battistero Paleocristiano e nell'area dell’ex foro boario”, che approfondirà lo scavo archeologico da lei condotto nell'area del Parco Urbano "Alfonso e Matteo Fresa". Appuntamento da non perdere!

Se vuoi saperne di più contattaci:
SITO: gruppoarcheologiconuceria.it
Mail: gruppoarcheologiconuceria@gmail.com
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15 ore ago
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2/9

Quante volte abbiamo visitato il sito archeologico di Ercolano, accedendovi dalla cosiddetta Terrazza Meridionale e ci siamo imbattuti in una statua che svetta e sembra celebrare un grande imperatore per il suo profilo autoritario?

Ebbene, la figura in questione non è un imperatore ma uno dei più importanti cittadini ercolanesi, politico, cavaliere e proconsole della provincia romana di Creta-Cirene al tempo di Augusto: Marco Nonio Balbo (in latino Marcus Nonius Balbus). Molti però non sanno che Nonio Balbo non è originario di Herculaneum, ma della vicina Nuceria del I secolo a.C.. Figlio dell’omonimo mercante nucerino e di Viciria, donna di stirpe etrusca, trascorse la tua giovinezza tra le imponenti ed inespugnabili mura nucerine. Successivamente, la famiglia si trasferì ad Ercolano. La grandezza che la città di Ercolano gli attribuì, fu la diretta conseguenza delle incredibili donazioni fatte alla città: egli infatti, a sue spese, finanziò il restauro di importanti edifici, fra i quali la Basilica, le mura e le porte urbiche. Ma non si limitò solo a donazioni verso la sua città adottiva, ma anche alla sua Nuceria, che ricordava per la sua bellissima infanzia passata nell’Ager Nucerinus. Una figura così importante in comune tra le due città di Herculaneum e Nuceria, che ne fortificò i rapporti commerciali e amministrativi tanto da poterli ancora oggi constatare in una statua equestre in marmo (immagine del post) rinvenuta nella città ercolanese, conservata ed esposta presso il Museo Archeologico Nazionale di Napoli: sul fondo della lastra basamentale della scultura - la cui datazione è della prima metà del I secolo d.C. - vi è una incisione che recita “dono dei nucerini alla città di Ercolano”. Scultura, molto probabilmente donata alla morte del proconsole romano e collocata nell'area forense di Ercolano, città che lo insignì del titolo onorifico di patronus, ovvero protettore della stessa.

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Ebbene, la figura in questione non è un imperatore ma uno dei più importanti cittadini ercolanesi, politico, cavaliere e proconsole della provincia romana di Creta-Cirene al tempo di Augusto: Marco Nonio Balbo (in latino Marcus Nonius Balbus). Molti però non sanno che Nonio Balbo non è originario di Herculaneum, ma della vicina Nuceria del I secolo a.C.. Figlio dell’omonimo mercante nucerino e di Viciria, donna di stirpe etrusca, trascorse la tua giovinezza tra le imponenti ed inespugnabili mura nucerine. Successivamente, la famiglia si trasferì ad Ercolano. La grandezza che la città di Ercolano gli attribuì, fu la diretta conseguenza delle incredibili donazioni fatte alla città: egli infatti, a sue spese, finanziò il restauro di importanti edifici, fra i quali la Basilica, le mura e le porte urbiche. Ma non si limitò solo a donazioni verso la sua città adottiva, ma anche alla sua Nuceria, che ricordava per la sua bellissima infanzia passata nell’Ager Nucerinus. Una figura così importante in comune tra le due città di Herculaneum e Nuceria, che ne fortificò i rapporti commerciali e amministrativi tanto da poterli ancora oggi constatare in una statua equestre in marmo (immagine del post) rinvenuta nella città ercolanese, conservata ed esposta presso il Museo Archeologico Nazionale di Napoli: sul fondo della lastra basamentale della scultura – la cui datazione è della prima metà del I secolo d.C. – vi è una incisione che recita “dono dei nucerini alla città di Ercolano”. Scultura, molto probabilmente donata alla morte del proconsole romano e collocata nell'area forense di Ercolano, città che lo insignì del titolo onorifico di patronus, ovvero protettore della stessa.

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15 ore ago
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Il commercio del vino nel I secolo d.C. aveva assunto notevole importanza nella vita di Nuceria. Infatti, nelle ville rustiche sparse nelle campagne circostanti, cioè le ville degli aristocratici che oltre alla parte residenziale avevano anche quella produttiva, molto abbondante era la produzione della rinomata qualità del vino, come si evince da un'iscrizione murale ritrovata sull'ingresso di una Domus di Pompei, esattamente nella Regio III insula 5 su Via dell'Abbondanza. L'iscrizione recita: «Ga(ius) Sabinus Statio plurima(m) sal(utem) / Viator Pompeis pane(m) gustas / Nuceriae bibes» (CIL IV 8903). Non sappiamo se l'autore fosse un nucerino o un viaggiatore ma questo Gaio Sabino, che manda tanti saluti a Stazio, raccomanda di gustare il pane a Pompei, ma per il vino consiglia di andare nella vicina Nuceria.

E non possiamo non immaginare che, con una così grande produzione di vino pregiato delle campagne nucerine esportato probabilmente nel resto dell'Impero, nell'Antica Nuceria si svolgessero giorni di festa in onore di una certa divinità o ricorrenza religiosa, come in questo caso le feste vinali. Infatti i "Vinalia" erano delle festività molto attese non solo per ringraziare le divinità ma anche per pubblicizzare i prodotti del territorio ed erano celebrate in onore di Giove e, subito dopo, di Venere per ben due volte l'anno, cioè il 23 aprile (Vinalia priora) per assaggiare il vino nuovo, e il 19 agosto (Vinalia altera o rustica) dove - come ci racconta Plinio il Vecchio nella sua raccolta Naturalis Historia -  il flamen Dialis, il sacerdote addetto al culto di Giove, sacrificava un agnello al dio per propiziare l'abbondanza della vendemmia.

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Il commercio del vino nel I secolo d.C. aveva assunto notevole importanza nella vita di Nuceria. Infatti, nelle ville rustiche sparse nelle campagne circostanti, cioè le ville degli aristocratici che oltre alla parte residenziale avevano anche quella produttiva, molto abbondante era la produzione della rinomata qualità del vino, come si evince da un'iscrizione murale ritrovata sull'ingresso di una Domus di Pompei, esattamente nella Regio III insula 5 su Via dell'Abbondanza. L'iscrizione recita: «Ga(ius) Sabinus Statio plurima(m) sal(utem) / Viator Pompeis pane(m) gustas / Nuceriae bibes» (CIL IV 8903). Non sappiamo se l'autore fosse un nucerino o un viaggiatore ma questo Gaio Sabino, che manda tanti saluti a Stazio, raccomanda di gustare il pane a Pompei, ma per il vino consiglia di andare nella vicina Nuceria.

E non possiamo non immaginare che, con una così grande produzione di vino pregiato delle campagne nucerine esportato probabilmente nel resto dell'Impero, nell'Antica Nuceria si svolgessero giorni di festa in onore di una certa divinità o ricorrenza religiosa, come in questo caso le feste vinali. Infatti i "Vinalia" erano delle festività molto attese non solo per ringraziare le divinità ma anche per pubblicizzare i prodotti del territorio ed erano celebrate in onore di Giove e, subito dopo, di Venere per ben due volte l'anno, cioè il 23 aprile (Vinalia priora) per assaggiare il vino nuovo, e il 19 agosto (Vinalia altera o rustica) dove – come ci racconta Plinio il Vecchio nella sua raccolta Naturalis Historia –  il flamen Dialis, il sacerdote addetto al culto di Giove, sacrificava un agnello al dio per propiziare l'abbondanza della vendemmia.

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4 giorni ago
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4/9

A circa un metro di profondità dal livello stradale, nelle indagini archeologiche iniziate il 26 aprile 2006 per la realizzazione dell'odierno Parco Urbano "Alfonso e Matteo Fresa, cominciarono ad affiorare nell’area “saggio I” creste di setti murari pertinenti ad un edificio, di cui si conserva parte di un ambiente di grandi dimensioni, probabilmente costruito dopo l'eruzione del 1631. Ad esso si affiancano due vasche comunicanti ed un pozzo, forse destinati ad attività di decantazione.
Inoltre, vennero portati alla luce i resti di strutture pertinenti ad almeno due edifici, databili il primo in età romana tra il I secolo a.C. e il I secolo d.C. e il secondo in età tardo-antica.

Al primo edificio appartengono i resti di tre colonne in laterizio, rivestite di intonaco decorato con incisioni; le colonne si elevano su una struttura in "opus incertum" che richiama l'elevato dell'alto podio caratterizzante i templi di tipo etrusco-italico; lo spazio tra le colonne viene chiuso successivamente con la costruzione di imponenti setti murari, creando ambienti di più piccole dimensioni, caratterizzati dalla presenza di pavimentazioni e di sistemi di canalizzazione delle acque. Il secondo edificio, di età tardo-antica (fine terzo secolo inizio IV sec. d.C.), testimonia il diverso utilizzo delle strutture di età romana dell'Antica Nuceria e anch'esso presenta un complesso sistema di canalizzazione delle acque, malta impermeabile all'interno delle murature (foto del post). Così come nel caso precedente anche queste strutture sono state riutilizzate a vasche e forse destinate ad attività di decantazione e in utilizzo fino all'inizio del 1800.

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Inoltre, vennero portati alla luce i resti di strutture pertinenti ad almeno due edifici, databili il primo in età romana tra il I secolo a.C. e il I secolo d.C. e il secondo in età tardo-antica.

Al primo edificio appartengono i resti di tre colonne in laterizio, rivestite di intonaco decorato con incisioni; le colonne si elevano su una struttura in "opus incertum" che richiama l'elevato dell'alto podio caratterizzante i templi di tipo etrusco-italico; lo spazio tra le colonne viene chiuso successivamente con la costruzione di imponenti setti murari, creando ambienti di più piccole dimensioni, caratterizzati dalla presenza di pavimentazioni e di sistemi di canalizzazione delle acque. Il secondo edificio, di età tardo-antica (fine terzo secolo inizio IV sec. d.C.), testimonia il diverso utilizzo delle strutture di età romana dell'Antica Nuceria e anch'esso presenta un complesso sistema di canalizzazione delle acque, malta impermeabile all'interno delle murature (foto del post). Così come nel caso precedente anche queste strutture sono state riutilizzate a vasche e forse destinate ad attività di decantazione e in utilizzo fino all'inizio del 1800.

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4 giorni ago
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100 anni di meraviglia: l'Anfiteatro di Nuceria rivive! Ieri è iniziata ufficialmente la III edizione de #IVincontrisuNuceria, e non potevamo scegliere un esordio più emozionante: il centenario della scoperta dell'Anfiteatro Romano.

Tutto ebbe inizio nella "calda estate del 1926", quando tra le cantine del Convento di Santa Maria degli Angeli, frate Matteo Fresa intuì la presenza del "gigante sepolto". Il suo meraviglioso Chiostro settecentesco ha ospitato la mostra "1926-2026 il gigante sepolto: 100 anni dalla scoperta dell’Anfiteatro di Nuceria" - allestita grazie ai documenti e disegni del fondo documentale C.Campanelli "Famiglia Fresa" e ai documenti conservati da Sergio e Michele Cicalese -, mentre la storica biblioteca - biblioteca che oggi conta su un patrimonio culturale di circa oltre 50.000 volumi - ha fatto da cornice a un convegno di altissimo profilo: il professore e archeologo di fama internazionale Stefano De Caro, il pronipote dei fratelli Fresa Claudio Campanelli e l'architetto Anna Onesti, nuova Soprintendente ABAP delle Provincie di Salerno e Avellino. Da un excursus del professor De Caro sugli anfiteatri campani, si è approfondito con i presenti il caso e la scoperta dell'anfiteatro e della sua potenzialità archeologica e prospettiva di valorizzazione e tutela.

Ringraziamo gli Enti e personalità intervenute: oltre i relatori già citati, ringraziamo Padre Luigi D'Auria, padre guardiano del Convento che ci ha ospitato, in un luogo suggestivo e ricco di arte e storia; l'Amministrazione ed il Sindaco Gennaro D'Acunzi che da sempre hanno dimostrato fiducia e costante supporto nella nostra associazione; il Funzionario Archeologo SABAP di Salerno e Avellino Simona Di Gregorio, da sempre vicina alla valorizzazione e tutela dell'Antica Nuceria; il nostro vice-direttore nazionale dei Gruppi Archeologici d'Italia Felice Pastore.  

La vostra presenza è stata incredibile! Grazie per aver riempito ogni spazio con il vostro entusiasmo. Non fermiamoci qui: vi aspettiamo venerdì prossimo per il secondo incontro. Andremo alla scoperta delle Terme di Nuceria nel nostro Parco Urbano, con l'archeologa Teresa Virtuoso. Da non perdere!
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#gan #nuceria

100 anni di meraviglia: l'Anfiteatro di Nuceria rivive! Ieri è iniziata ufficialmente la III edizione de #IVincontrisuNuceria, e non potevamo scegliere un esordio più emozionante: il centenario della scoperta dell'Anfiteatro Romano.

Tutto ebbe inizio nella "calda estate del 1926", quando tra le cantine del Convento di Santa Maria degli Angeli, frate Matteo Fresa intuì la presenza del "gigante sepolto". Il suo meraviglioso Chiostro settecentesco ha ospitato la mostra "1926-2026 il gigante sepolto: 100 anni dalla scoperta dell’Anfiteatro di Nuceria" - allestita grazie ai documenti e disegni del fondo documentale C.Campanelli "Famiglia Fresa" e ai documenti conservati da Sergio e Michele Cicalese -, mentre la storica biblioteca - biblioteca che oggi conta su un patrimonio culturale di circa oltre 50.000 volumi - ha fatto da cornice a un convegno di altissimo profilo: il professore e archeologo di fama internazionale Stefano De Caro, il pronipote dei fratelli Fresa Claudio Campanelli e l'architetto Anna Onesti, nuova Soprintendente ABAP delle Provincie di Salerno e Avellino. Da un excursus del professor De Caro sugli anfiteatri campani, si è approfondito con i presenti il caso e la scoperta dell'anfiteatro e della sua potenzialità archeologica e prospettiva di valorizzazione e tutela.

Ringraziamo gli Enti e personalità intervenute: oltre i relatori già citati, ringraziamo Padre Luigi D'Auria, padre guardiano del Convento che ci ha ospitato, in un luogo suggestivo e ricco di arte e storia; l'Amministrazione ed il Sindaco Gennaro D'Acunzi che da sempre hanno dimostrato fiducia e costante supporto nella nostra associazione; il Funzionario Archeologo SABAP di Salerno e Avellino Simona Di Gregorio, da sempre vicina alla valorizzazione e tutela dell'Antica Nuceria; il nostro vice-direttore nazionale dei Gruppi Archeologici d'Italia Felice Pastore.  

La vostra presenza è stata incredibile! Grazie per aver riempito ogni spazio con il vostro entusiasmo. Non fermiamoci qui: vi aspettiamo venerdì prossimo per il secondo incontro. Andremo alla scoperta delle Terme di Nuceria nel nostro Parco Urbano, con l'archeologa Teresa Virtuoso. Da non perdere!
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Tutto ebbe inizio nella "calda estate del 1926", quando tra le cantine del Convento di Santa Maria degli Angeli, frate Matteo Fresa intuì la presenza del "gigante sepolto". Il suo meraviglioso Chiostro settecentesco ha ospitato la mostra "1926-2026 il gigante sepolto: 100 anni dalla scoperta dell’Anfiteatro di Nuceria" - allestita grazie ai documenti e disegni del fondo documentale C.Campanelli "Famiglia Fresa" e ai documenti conservati da Sergio e Michele Cicalese -, mentre la storica biblioteca - biblioteca che oggi conta su un patrimonio culturale di circa oltre 50.000 volumi - ha fatto da cornice a un convegno di altissimo profilo: il professore e archeologo di fama internazionale Stefano De Caro, il pronipote dei fratelli Fresa Claudio Campanelli e l'architetto Anna Onesti, nuova Soprintendente ABAP delle Provincie di Salerno e Avellino. Da un excursus del professor De Caro sugli anfiteatri campani, si è approfondito con i presenti il caso e la scoperta dell'anfiteatro e della sua potenzialità archeologica e prospettiva di valorizzazione e tutela.

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Ringraziamo gli Enti e personalità intervenute: oltre i relatori già citati, ringraziamo Padre Luigi D'Auria, padre guardiano del Convento che ci ha ospitato, in un luogo suggestivo e ricco di arte e storia; l'Amministrazione ed il Sindaco Gennaro D'Acunzi che da sempre hanno dimostrato fiducia e costante supporto nella nostra associazione; il Funzionario Archeologo SABAP di Salerno e Avellino Simona Di Gregorio, da sempre vicina alla valorizzazione e tutela dell'Antica Nuceria; il nostro vice-direttore nazionale dei Gruppi Archeologici d'Italia Felice Pastore.  

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100 anni di meraviglia: l'Anfiteatro di Nuceria rivive! Ieri è iniziata ufficialmente la III edizione de #IVincontrisuNuceria, e non potevamo scegliere un esordio più emozionante: il centenario della scoperta dell'Anfiteatro Romano.

Tutto ebbe inizio nella "calda estate del 1926", quando tra le cantine del Convento di Santa Maria degli Angeli, frate Matteo Fresa intuì la presenza del "gigante sepolto". Il suo meraviglioso Chiostro settecentesco ha ospitato la mostra "1926-2026 il gigante sepolto: 100 anni dalla scoperta dell’Anfiteatro di Nuceria" - allestita grazie ai documenti e disegni del fondo documentale C.Campanelli "Famiglia Fresa" e ai documenti conservati da Sergio e Michele Cicalese -, mentre la storica biblioteca - biblioteca che oggi conta su un patrimonio culturale di circa oltre 50.000 volumi - ha fatto da cornice a un convegno di altissimo profilo: il professore e archeologo di fama internazionale Stefano De Caro, il pronipote dei fratelli Fresa Claudio Campanelli e l'architetto Anna Onesti, nuova Soprintendente ABAP delle Provincie di Salerno e Avellino. Da un excursus del professor De Caro sugli anfiteatri campani, si è approfondito con i presenti il caso e la scoperta dell'anfiteatro e della sua potenzialità archeologica e prospettiva di valorizzazione e tutela.

Ringraziamo gli Enti e personalità intervenute: oltre i relatori già citati, ringraziamo Padre Luigi D'Auria, padre guardiano del Convento che ci ha ospitato, in un luogo suggestivo e ricco di arte e storia; l'Amministrazione ed il Sindaco Gennaro D'Acunzi che da sempre hanno dimostrato fiducia e costante supporto nella nostra associazione; il Funzionario Archeologo SABAP di Salerno e Avellino Simona Di Gregorio, da sempre vicina alla valorizzazione e tutela dell'Antica Nuceria; il nostro vice-direttore nazionale dei Gruppi Archeologici d'Italia Felice Pastore.  

La vostra presenza è stata incredibile! Grazie per aver riempito ogni spazio con il vostro entusiasmo. Non fermiamoci qui: vi aspettiamo venerdì prossimo per il secondo incontro. Andremo alla scoperta delle Terme di Nuceria nel nostro Parco Urbano, con l'archeologa Teresa Virtuoso. Da non perdere!
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100 anni di meraviglia: l'Anfiteatro di Nuceria rivive! Ieri è iniziata ufficialmente la III edizione de #IVincontrisuNuceria, e non potevamo scegliere un esordio più emozionante: il centenario della scoperta dell'Anfiteatro Romano.

Tutto ebbe inizio nella "calda estate del 1926", quando tra le cantine del Convento di Santa Maria degli Angeli, frate Matteo Fresa intuì la presenza del "gigante sepolto". Il suo meraviglioso Chiostro settecentesco ha ospitato la mostra "1926-2026 il gigante sepolto: 100 anni dalla scoperta dell’Anfiteatro di Nuceria" - allestita grazie ai documenti e disegni del fondo documentale C.Campanelli "Famiglia Fresa" e ai documenti conservati da Sergio e Michele Cicalese -, mentre la storica biblioteca - biblioteca che oggi conta su un patrimonio culturale di circa oltre 50.000 volumi - ha fatto da cornice a un convegno di altissimo profilo: il professore e archeologo di fama internazionale Stefano De Caro, il pronipote dei fratelli Fresa Claudio Campanelli e l'architetto Anna Onesti, nuova Soprintendente ABAP delle Provincie di Salerno e Avellino. Da un excursus del professor De Caro sugli anfiteatri campani, si è approfondito con i presenti il caso e la scoperta dell'anfiteatro e della sua potenzialità archeologica e prospettiva di valorizzazione e tutela.

Ringraziamo gli Enti e personalità intervenute: oltre i relatori già citati, ringraziamo Padre Luigi D'Auria, padre guardiano del Convento che ci ha ospitato, in un luogo suggestivo e ricco di arte e storia; l'Amministrazione ed il Sindaco Gennaro D'Acunzi che da sempre hanno dimostrato fiducia e costante supporto nella nostra associazione; il Funzionario Archeologo SABAP di Salerno e Avellino Simona Di Gregorio, da sempre vicina alla valorizzazione e tutela dell'Antica Nuceria; il nostro vice-direttore nazionale dei Gruppi Archeologici d'Italia Felice Pastore.  

La vostra presenza è stata incredibile! Grazie per aver riempito ogni spazio con il vostro entusiasmo. Non fermiamoci qui: vi aspettiamo venerdì prossimo per il secondo incontro. Andremo alla scoperta delle Terme di Nuceria nel nostro Parco Urbano, con l'archeologa Teresa Virtuoso. Da non perdere!
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100 anni di meraviglia: l'Anfiteatro di Nuceria rivive! Ieri è iniziata ufficialmente la III edizione de #IVincontrisuNuceria, e non potevamo scegliere un esordio più emozionante: il centenario della scoperta dell'Anfiteatro Romano.

Tutto ebbe inizio nella "calda estate del 1926", quando tra le cantine del Convento di Santa Maria degli Angeli, frate Matteo Fresa intuì la presenza del "gigante sepolto". Il suo meraviglioso Chiostro settecentesco ha ospitato la mostra "1926-2026 il gigante sepolto: 100 anni dalla scoperta dell’Anfiteatro di Nuceria" - allestita grazie ai documenti e disegni del fondo documentale C.Campanelli "Famiglia Fresa" e ai documenti conservati da Sergio e Michele Cicalese -, mentre la storica biblioteca - biblioteca che oggi conta su un patrimonio culturale di circa oltre 50.000 volumi - ha fatto da cornice a un convegno di altissimo profilo: il professore e archeologo di fama internazionale Stefano De Caro, il pronipote dei fratelli Fresa Claudio Campanelli e l'architetto Anna Onesti, nuova Soprintendente ABAP delle Provincie di Salerno e Avellino. Da un excursus del professor De Caro sugli anfiteatri campani, si è approfondito con i presenti il caso e la scoperta dell'anfiteatro e della sua potenzialità archeologica e prospettiva di valorizzazione e tutela.

Ringraziamo gli Enti e personalità intervenute: oltre i relatori già citati, ringraziamo Padre Luigi D'Auria, padre guardiano del Convento che ci ha ospitato, in un luogo suggestivo e ricco di arte e storia; l'Amministrazione ed il Sindaco Gennaro D'Acunzi che da sempre hanno dimostrato fiducia e costante supporto nella nostra associazione; il Funzionario Archeologo SABAP di Salerno e Avellino Simona Di Gregorio, da sempre vicina alla valorizzazione e tutela dell'Antica Nuceria; il nostro vice-direttore nazionale dei Gruppi Archeologici d'Italia Felice Pastore.  

La vostra presenza è stata incredibile! Grazie per aver riempito ogni spazio con il vostro entusiasmo. Non fermiamoci qui: vi aspettiamo venerdì prossimo per il secondo incontro. Andremo alla scoperta delle Terme di Nuceria nel nostro Parco Urbano, con l'archeologa Teresa Virtuoso. Da non perdere!
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Tutto ebbe inizio nella "calda estate del 1926", quando tra le cantine del Convento di Santa Maria degli Angeli, frate Matteo Fresa intuì la presenza del "gigante sepolto". Il suo meraviglioso Chiostro settecentesco ha ospitato la mostra "1926-2026 il gigante sepolto: 100 anni dalla scoperta dell’Anfiteatro di Nuceria" - allestita grazie ai documenti e disegni del fondo documentale C.Campanelli "Famiglia Fresa" e ai documenti conservati da Sergio e Michele Cicalese -, mentre la storica biblioteca - biblioteca che oggi conta su un patrimonio culturale di circa oltre 50.000 volumi - ha fatto da cornice a un convegno di altissimo profilo: il professore e archeologo di fama internazionale Stefano De Caro, il pronipote dei fratelli Fresa Claudio Campanelli e l'architetto Anna Onesti, nuova Soprintendente ABAP delle Provincie di Salerno e Avellino. Da un excursus del professor De Caro sugli anfiteatri campani, si è approfondito con i presenti il caso e la scoperta dell'anfiteatro e della sua potenzialità archeologica e prospettiva di valorizzazione e tutela.

Ringraziamo gli Enti e personalità intervenute: oltre i relatori già citati, ringraziamo Padre Luigi D'Auria, padre guardiano del Convento che ci ha ospitato, in un luogo suggestivo e ricco di arte e storia; l'Amministrazione ed il Sindaco Gennaro D'Acunzi che da sempre hanno dimostrato fiducia e costante supporto nella nostra associazione; il Funzionario Archeologo SABAP di Salerno e Avellino Simona Di Gregorio, da sempre vicina alla valorizzazione e tutela dell'Antica Nuceria; il nostro vice-direttore nazionale dei Gruppi Archeologici d'Italia Felice Pastore.  

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Ringraziamo gli Enti e personalità intervenute: oltre i relatori già citati, ringraziamo Padre Luigi D'Auria, padre guardiano del Convento che ci ha ospitato, in un luogo suggestivo e ricco di arte e storia; l'Amministrazione ed il Sindaco Gennaro D'Acunzi che da sempre hanno dimostrato fiducia e costante supporto nella nostra associazione; il Funzionario Archeologo SABAP di Salerno e Avellino Simona Di Gregorio, da sempre vicina alla valorizzazione e tutela dell'Antica Nuceria; il nostro vice-direttore nazionale dei Gruppi Archeologici d'Italia Felice Pastore.  

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Tutto ebbe inizio nella "calda estate del 1926", quando tra le cantine del Convento di Santa Maria degli Angeli, frate Matteo Fresa intuì la presenza del "gigante sepolto". Il suo meraviglioso Chiostro settecentesco ha ospitato la mostra "1926-2026 il gigante sepolto: 100 anni dalla scoperta dell’Anfiteatro di Nuceria" – allestita grazie ai documenti e disegni del fondo documentale C.Campanelli "Famiglia Fresa" e ai documenti conservati da Sergio e Michele Cicalese -, mentre la storica biblioteca – biblioteca che oggi conta su un patrimonio culturale di circa oltre 50.000 volumi – ha fatto da cornice a un convegno di altissimo profilo: il professore e archeologo di fama internazionale Stefano De Caro, il pronipote dei fratelli Fresa Claudio Campanelli e l'architetto Anna Onesti, nuova Soprintendente ABAP delle Provincie di Salerno e Avellino. Da un excursus del professor De Caro sugli anfiteatri campani, si è approfondito con i presenti il caso e la scoperta dell'anfiteatro e della sua potenzialità archeologica e prospettiva di valorizzazione e tutela.

Ringraziamo gli Enti e personalità intervenute: oltre i relatori già citati, ringraziamo Padre Luigi D'Auria, padre guardiano del Convento che ci ha ospitato, in un luogo suggestivo e ricco di arte e storia; l'Amministrazione ed il Sindaco Gennaro D'Acunzi che da sempre hanno dimostrato fiducia e costante supporto nella nostra associazione; il Funzionario Archeologo SABAP di Salerno e Avellino Simona Di Gregorio, da sempre vicina alla valorizzazione e tutela dell'Antica Nuceria; il nostro vice-direttore nazionale dei Gruppi Archeologici d'Italia Felice Pastore.  

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4 giorni ago
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6/9

Piccoli Archeologi crescono alla scoperta dell'Antica Nuceria! Il mese di aprile continua ad essere ricco di emozioni e di appuntamenti speciali con il nostro Progetto Scuola. 

Mercoledì 22 aprile abbiamo avuto il piacere di accogliere le classi III A e B del plesso San Giovanni Bosco dell’Istituto Comprensivo "Fresa-Pascoli". Accompagnati dalle loro maestre, questi bambini dolci e curiosi hanno viaggiato nel tempo tra i siti archeologici che rendono unico il nostro territorio. 
Ma la vera magia è avvenuta dopo la visita! I ragazzi si sono messi alla prova nel nostro Laboratorio di Scavo, trasformandosi in veri "piccoli archeologi" alla ricerca di tesori preziosi e testimonianze del passato. Special guest del Laboratorio la nostra mascotte, ormai adottata, la piccola Luna!

L’impegno verso le nuove generazioni è per noi una missione costante. Siamo profondamente grati alle scuole del territorio che scelgono di affidarci i loro studenti per trasmettere l'amore e il rispetto verso la storia di Nocera Superiore. Un ringraziamento speciale per questa splendida mattinata di aprile va alle maestre che hanno accompagnato i ragazzi con dedizione: M.G. Abate, G. Milano, L. Cardamone e F. Amato. Continuiamo insieme a seminare bellezza e conoscenza! 

Se vuoi saperne di più contattaci:
SITO: gruppoarcheologiconuceria.it
Mail: gruppoarcheologiconuceria@gmail.com
FB: Gruppo Archeologico Nuceria
Telefono: +39 3755187961
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#gan #gruppoarcheologiconuceria #nuceria #nuceriacittàarcheologica #nocerasuperiore

Piccoli Archeologi crescono alla scoperta dell'Antica Nuceria! Il mese di aprile continua ad essere ricco di emozioni e di appuntamenti speciali con il nostro Progetto Scuola. 

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Ma la vera magia è avvenuta dopo la visita! I ragazzi si sono messi alla prova nel nostro Laboratorio di Scavo, trasformandosi in veri "piccoli archeologi" alla ricerca di tesori preziosi e testimonianze del passato. Special guest del Laboratorio la nostra mascotte, ormai adottata, la piccola Luna!

L’impegno verso le nuove generazioni è per noi una missione costante. Siamo profondamente grati alle scuole del territorio che scelgono di affidarci i loro studenti per trasmettere l'amore e il rispetto verso la storia di Nocera Superiore. Un ringraziamento speciale per questa splendida mattinata di aprile va alle maestre che hanno accompagnato i ragazzi con dedizione: M.G. Abate, G. Milano, L. Cardamone e F. Amato. Continuiamo insieme a seminare bellezza e conoscenza! 

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7 giorni ago
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7/9

Sul confine occidentale del Comune di Nocera Superiore troviamo un luogo dove archeologia e arte trovano perfetta armonia: la Chiesa di Santa Maria degli Angeli con l'annesso Convento dei Frati Minori. Intorno al VII secolo, i pochi nucerini rimasti all'interno della città romana di Nuceria seppero riutilizzare una delle antiche torri della cinta muraria, adibendola a chiesa; per i nucerini e nel gergo popolare si diffuse subito con il nome di "Santa Maria a Torre", usato ancora oggi.
Successivamente la chiesa ha subito vari cambiamenti e la sua attuale edificazione risale al XVI secolo - testimoniata da un atto del 1589 - con il nome di Chiesa di Santa Maria degli Angeli. Nel 1706 la chiesa fu completata e quasi contemporaneamente fu realizzato anche il Convento ed il bellissimo chiostro - di cui un dettaglio è la foto del post - che conserva pitture di scuola Solimena.
Oltre alle mura dell'antica città romana il Complesso Conventuale nasconde anche un'altra meraviglia: nel '900 fu scoperta dai fratelli Matteo e Alfonso Fresa, nelle cantine del Convento e nel sottosuolo di un palazzotto vicino, una parte dell'Anfiteatro Romano dell'Antica Nuceria, che resta ancora lì sepolto.

Questo luogo incantevole sarà la sede del nostro primo incontro della III edizione - l'8 Maggio e ore 19:30 - dei “IV INCONTRI SU NUCERIA. Storia, Arte e Archeologia di una della città più importanti della Campania Antica", che ospiterà il professore e archeologo Stefano De Caro, che con il suo intervento “Gli anfiteatri della Campania Antica”, approfondirà il tema degli Anfiteatri campani ricordando anche il caso dell’Anfiteatro romano dell’Antica Nuceria, a 100 anni dalla sua scoperta; inoltre, prima si potrà visitare anche il Chiostro con un allestimento di una mostra su alcuni studi e foto dei fratelli Fresa sull’Anfiteatro nucerino.

Se vuoi saperne di più contattaci:
SITO: gruppoarcheologiconuceria.it
Mail: gruppoarcheologiconuceria@gmail.com
FB: Gruppo Archeologico Nuceria
Telefono: +39 3755187961
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Sul confine occidentale del Comune di Nocera Superiore troviamo un luogo dove archeologia e arte trovano perfetta armonia: la Chiesa di Santa Maria degli Angeli con l'annesso Convento dei Frati Minori. Intorno al VII secolo, i pochi nucerini rimasti all'interno della città romana di Nuceria seppero riutilizzare una delle antiche torri della cinta muraria, adibendola a chiesa; per i nucerini e nel gergo popolare si diffuse subito con il nome di "Santa Maria a Torre", usato ancora oggi.
Successivamente la chiesa ha subito vari cambiamenti e la sua attuale edificazione risale al XVI secolo - testimoniata da un atto del 1589 - con il nome di Chiesa di Santa Maria degli Angeli. Nel 1706 la chiesa fu completata e quasi contemporaneamente fu realizzato anche il Convento ed il bellissimo chiostro - di cui un dettaglio è la foto del post - che conserva pitture di scuola Solimena.
Oltre alle mura dell'antica città romana il Complesso Conventuale nasconde anche un'altra meraviglia: nel '900 fu scoperta dai fratelli Matteo e Alfonso Fresa, nelle cantine del Convento e nel sottosuolo di un palazzotto vicino, una parte dell'Anfiteatro Romano dell'Antica Nuceria, che resta ancora lì sepolto.

Questo luogo incantevole sarà la sede del nostro primo incontro della III edizione - l'8 Maggio e ore 19:30 - dei “IV INCONTRI SU NUCERIA. Storia, Arte e Archeologia di una della città più importanti della Campania Antica", che ospiterà il professore e archeologo Stefano De Caro, che con il suo intervento “Gli anfiteatri della Campania Antica”, approfondirà il tema degli Anfiteatri campani ricordando anche il caso dell’Anfiteatro romano dell’Antica Nuceria, a 100 anni dalla sua scoperta; inoltre, prima si potrà visitare anche il Chiostro con un allestimento di una mostra su alcuni studi e foto dei fratelli Fresa sull’Anfiteatro nucerino.

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Sul confine occidentale del Comune di Nocera Superiore troviamo un luogo dove archeologia e arte trovano perfetta armonia: la Chiesa di Santa Maria degli Angeli con l'annesso Convento dei Frati Minori. Intorno al VII secolo, i pochi nucerini rimasti all'interno della città romana di Nuceria seppero riutilizzare una delle antiche torri della cinta muraria, adibendola a chiesa; per i nucerini e nel gergo popolare si diffuse subito con il nome di "Santa Maria a Torre", usato ancora oggi.
Successivamente la chiesa ha subito vari cambiamenti e la sua attuale edificazione risale al XVI secolo – testimoniata da un atto del 1589 – con il nome di Chiesa di Santa Maria degli Angeli. Nel 1706 la chiesa fu completata e quasi contemporaneamente fu realizzato anche il Convento ed il bellissimo chiostro – di cui un dettaglio è la foto del post – che conserva pitture di scuola Solimena.
Oltre alle mura dell'antica città romana il Complesso Conventuale nasconde anche un'altra meraviglia: nel '900 fu scoperta dai fratelli Matteo e Alfonso Fresa, nelle cantine del Convento e nel sottosuolo di un palazzotto vicino, una parte dell'Anfiteatro Romano dell'Antica Nuceria, che resta ancora lì sepolto.

Questo luogo incantevole sarà la sede del nostro primo incontro della III edizione – l'8 Maggio e ore 19:30 – dei “IV INCONTRI SU NUCERIA. Storia, Arte e Archeologia di una della città più importanti della Campania Antica", che ospiterà il professore e archeologo Stefano De Caro, che con il suo intervento “Gli anfiteatri della Campania Antica”, approfondirà il tema degli Anfiteatri campani ricordando anche il caso dell’Anfiteatro romano dell’Antica Nuceria, a 100 anni dalla sua scoperta; inoltre, prima si potrà visitare anche il Chiostro con un allestimento di una mostra su alcuni studi e foto dei fratelli Fresa sull’Anfiteatro nucerino.

Se vuoi saperne di più contattaci:
SITO: gruppoarcheologiconuceria.it
Mail: gruppoarcheologiconuceria@gmail.com
FB: Gruppo Archeologico Nuceria
Telefono: +39 3755187961
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7 giorni ago
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Per molto tempo si è parlato erroneamente di Nuceria come città di fondazione etrusca, ma ad oggi le uniche due città in Campania di cui si ha certezza della presenza etrusca, sono Capua e Pontecagnano. Nuceria, invece, deve le proprie origini agli Osci, una popolazione di lingua indoeuropea della Campania Antica pre-romana, appartenente al gruppo osco-umbro. Prima degli Osci, però, l'area della Valle del Sarno era già abitata da popolazioni indigene locali, i Sarrasti - nome dal fiume Sarno - dei quali si ha testimonianza sia nel celebre testo di Virgilio, l'Eneide (VII, 738), ma anche grazie alla scoperta compiuta presso Longola nel Comune di Poggiomarino, dove nel 2000 sono stati ritrovati parte di insediamenti arcaici. Questo villaggio, che con molta probabilità apparteneva alla popolazione indigena narrata da Virgilio, insieme agli altri villaggi sarrasti sparsi nell'attuale Agro Nocerino, con l'arrivo degli Osci lungo gli Appennini, diedero vita a nuovi insediamenti tra le mura come Nola, Pompei e anche Nuceria.

La Nuceria intramoenia (tra le mura) venne fondata intorno al VI secolo a.C., con il nome osco Nuvkrinum, ovvero "nuova rocca" dai suffissi -nuv e -cr. Uno o due secoli più tardi arrivarono i Sanniti, un popolo stanziato nell'area centro-meridionale della Penisola (tra Campania e Puglia), che conquistarono molte delle città campane del V-IV secolo a.C., tra cui Nuvkrinum. Come tradizione, i sanniti, stanziavano negli insediamenti conquistati proprie tribù, che gestivano la città; a Nuceria i Sanniti insediarono la tribù degli Alfaterni, e fu così che il nome Nuvkrinum fu accompagnato da Alafaternum, ovvero "degli Alfaterni". Con la conquista romana successivamente, intorno al III secolo a.C. con le guerre marsiche, la città passò sotto il dominio romano, questa volta tornando a chiamarsi Nuvkrinum, latinizzato Nuceria, perdendo l'attribuzione Alafaternum. Ma degli etruschi, così come dei greci, a Nuceria non si ha traccia, se non qualche ritrovamento sporadico o iscrizioni che sono senz'altro testimonianza di una ricca affluenza di interscambio commerciale tra le popolazioni vicine dell'epoca con la città nucerina.
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#gan #nuceria #archeologia

Per molto tempo si è parlato erroneamente di Nuceria come città di fondazione etrusca, ma ad oggi le uniche due città in Campania di cui si ha certezza della presenza etrusca, sono Capua e Pontecagnano. Nuceria, invece, deve le proprie origini agli Osci, una popolazione di lingua indoeuropea della Campania Antica pre-romana, appartenente al gruppo osco-umbro. Prima degli Osci, però, l'area della Valle del Sarno era già abitata da popolazioni indigene locali, i Sarrasti – nome dal fiume Sarno – dei quali si ha testimonianza sia nel celebre testo di Virgilio, l'Eneide (VII, 738), ma anche grazie alla scoperta compiuta presso Longola nel Comune di Poggiomarino, dove nel 2000 sono stati ritrovati parte di insediamenti arcaici. Questo villaggio, che con molta probabilità apparteneva alla popolazione indigena narrata da Virgilio, insieme agli altri villaggi sarrasti sparsi nell'attuale Agro Nocerino, con l'arrivo degli Osci lungo gli Appennini, diedero vita a nuovi insediamenti tra le mura come Nola, Pompei e anche Nuceria.

La Nuceria intramoenia (tra le mura) venne fondata intorno al VI secolo a.C., con il nome osco Nuvkrinum, ovvero "nuova rocca" dai suffissi -nuv e -cr. Uno o due secoli più tardi arrivarono i Sanniti, un popolo stanziato nell'area centro-meridionale della Penisola (tra Campania e Puglia), che conquistarono molte delle città campane del V-IV secolo a.C., tra cui Nuvkrinum. Come tradizione, i sanniti, stanziavano negli insediamenti conquistati proprie tribù, che gestivano la città; a Nuceria i Sanniti insediarono la tribù degli Alfaterni, e fu così che il nome Nuvkrinum fu accompagnato da Alafaternum, ovvero "degli Alfaterni". Con la conquista romana successivamente, intorno al III secolo a.C. con le guerre marsiche, la città passò sotto il dominio romano, questa volta tornando a chiamarsi Nuvkrinum, latinizzato Nuceria, perdendo l'attribuzione Alafaternum. Ma degli etruschi, così come dei greci, a Nuceria non si ha traccia, se non qualche ritrovamento sporadico o iscrizioni che sono senz'altro testimonianza di una ricca affluenza di interscambio commerciale tra le popolazioni vicine dell'epoca con la città nucerina.
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