Sull’area dove oggi sorge il Parco Urbano “Alfonso e Matteo Fresa” della città di Nocera Superiore, dalla seconda metà del ‘900, vi era la presenza di uno spazio mercatale, il noto Mercato Boario che rivestiva un ruolo di rilevanza economica per il territorio dell’Agro Nocerino se non per tutto il meridione, data la frequentazione assidua di operatori provenienti da ogni parte d’Italia. Successivamente l’area, caduta in abbandono, acquisì una seconda vita quando a seguito di una campagna di scavo avviata nel 2006 – in sinergia tra Comune di Nocera Superiore e Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio delle provincie di Salerno e Avellino – fu rinvenuto un complesso di edifici dell’Antica Nuceria romana riutilizzati prima in età tardo-antica, poi in epoca medievale fino agli inizi dell’800.
Così si pensò di dare all’area, data la sua connotazione archeologica, il ruolo di museo all’aperto dove, attraverso un percorso naturalistico protetto, si potessero scorgere, oltre all’area di scavo di 2000mq, antichi sarcofaghi, macine di mulini di epoca romana e tanto altro.
L’Area Archeologica delle Terme
Le strutture finora rinvenute essendo particolarmente imponenti e ricche fanno ritenere che ci troviamo in presenza di edifici pubblici posizionati, verosimilmente, nei pressi di quello che doveva essere il cuore della città antica, cioè il Foro dell’Antica Nuceria.

A circa un metro di profondità dal livello stradale, nelle indagini archeologiche iniziate il 26 aprile 2006, cominciarono ad affiorare nell’area saggio I creste di setti murari pertinenti ad un edificio, di cui si conserva parte di un ambiente di grandi dimensioni, probabilmente costruito dopo l’eruzione del 1631. Ad esso si affiancano due vasche comunicanti ed un pozzo, forse destinati ad attività di decantazione. Inoltre, vennero portati alla luce i resti di strutture pertinenti ad almeno due edifici, databili il primo in età romana tra il I secolo a.C. e il I secolo d.C. e il secondo in età tardo-antica.
Al primo edificio appartengono i resti di tre colonne in laterizi, rivestite di intonaco decorato con incisioni; le colonne si elevano su una struttura in opus incertum che richiama l’elevato dell’alto podio caratterizzante i templi di tipo etrusco-italico. Il secondo edificio, di età tardo-antica (fine terzo secolo inizio IV sec. d.C.), testimonia il diverso utilizzo delle strutture di età romana; lo spazio tra le colonne viene chiuso con la costruzione di imponenti setti murari, creando ambienti di dimensioni inferiori, caratterizzati dalla presenza di pavimentazioni e di sistemi di canalizzazione delle acque.
In aderenza con gli ambienti rinvenuti, il saggio II ha portato alla luce due edifici appartenenti a un probabile impianto termale. Il primo, che documenta una fase più recente di frequentazione, è l’apodyterion (spogliatoio) che appare caratterizzato dalla presenza di una serie di nicchie realizzate con laterizi e ricoperto da uno spesso strato di intonaco nella parte inferiore, a disegno di un fregio realizzato con stucco decorato a bassorilievo che si dispiega attraverso pannelli sequenziali, ivi delimitati da elementi architettonici come colonne e vani di porte. Al centro, riconducibili al Ciclo di Eracle, emergono dallo stucco figure umane con masse muscolari rese con perfetto calligrafismo; i corpi sono plastiche figure classicheggianti su fondo neutro di età adrianea. L’apodyterion si completa con sedili addossati alle pareti e pavimento a mosaico.
Il secondo ambiente anch’esso corredato di sedili e pavimento a mosaico, presenta pareti intonacate e dipinte di rosso pompeiano. Sull’intonaco tra i numerosi graffiti realizzati dai frequentatori dell’edificio termale è di particolare attenzione il disegno schematico di una trireme. La frequentazione intensa del sito con una diversa destinazione d’uso è testimoniata anche dall’utilizzo come dispensa di un ambiente dove sono stati ritrovati cinque vasi integri, contenenti derrate alimentari.
Infine il saggio III, l’ultimo indagato, ha visto prevalentemente la presenza di murature di epoca romana, spesso riutilizzate e alterate nel periodo medievale, ma anche diverse sepolture con ancora intatti i resti ossei dei defunti e corredo funerario composto da anforette e olle acrome.
Durante lo scavo archeologico, sono stati rinvenuti numerosi oggetti di varia natura, tra i quali spicca, per la loro particolarità, una quantità rilevante di spilloni di osso e avorio lavorati, utilizzati nelle acconciature femminili, associati ad alcuni strumenti, di bronzo e argento, per il belletto; un gran numero di monete, sia di bronzo che d’argento, ben conservate e singolari elementi architettonici di marmo come il sostegno di un ripiano raffigurante un grifone.
Orari di apertura:
Il Parco Urbano e l’area archeologica delle Terme di Nuceria sono aperti nei seguenti giorni ed orari:
- Sabato ore 8:30/12:30
- Domenica ore 8:30/12:30
Il sito è gestito dal Gruppo Archeologico Nuceria, grazie ad una convenzione stipulata con la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Salerno e Avellino e il Comune di Nocera Superiore. Inoltre, la nostra associazione gestisce l’Infopoint “Nuceria Città Archeologica” ubicato nel Parco, con gli stessi orari di apertura.
Informazioni generali:
L’ingresso è gratuito e disponibile fino a 20 minuti prima dell’orario di chiusura. Per visitare il sito fuori orario d’apertura è necessaria la prenotazione alla nostra mail gruppoarcheologiconuceria@gmail.com.
Luogo: Via Fiuminale, Nocera Superiore (SA)
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