I Gruppi Archeologici d’Italia sono stati fondati nel dicembre del 1965 da Ludovico Magrini – unendo i Gruppi Archeologici già costituiti come il GAT o il GAR (1963) – con lo scopo di contribuire alla tutela, alla salvaguardia ed alla valorizzazione del patrimonio culturale italiano, al fianco delle Istituzioni, e di battersi contro lo stato di abbandono e di degrado che da sempre attanaglia il nostro patrimonio attraverso i suoi gruppi presenti in tutto il Paese.
I GA d’Italia da sempre hanno condotto attività di ricerca archeologica in collaborazione con le Soprintendenze Archeologiche, distribuite in tutto il territorio italiano. Quest’attività è finalizzata alla valorizzazione delle aree indagate, così da renderle fruibili dall’intera collettività. Inoltre, i GA d’Italia sono iscritti al Centro Nazionale del Volontariato e sono stati i promotori ed i fondatori del Forum Europeo delle Associazioni per i Beni Culturali. Sono anche iscritti all’Albo delle organizzazioni di volontariato presso il Dipartimento della Protezione Civile ed hanno svolto in passato operazioni in occasione dell’alluvione di Firenze (1966), dei terremoti di Tuscania (1971), Friuli (1976), Irpinia (1980) e Assisi (1997), oltre al recupero di materiale librario in occasione delle alluvioni di Alessandria (1998) e Torino (2000).
Nel 1963, durante il primissimo intervento di ripulitura di tombe etrusche nel territorio di Veio ad opera del neonato Gruppo Archeologico Romano sotto la direzione di Ludovico Magrini, fu rinvenuto il frammento braciere sul quale era stata impressa nell’argilla cruda una decorazione raffigurante la scena di un guerriero, munito di lancia ed in lotta con un cinghiale ed un toro. Naturalmente fu lo stesso Magrini ad avere l’idea di utilizzare quella scena come simbolo e logo dell’associazione, non tanto in base al suo significato marziale, quanto a causa della sua gestualità che somiglia molto a quella di chi adopera una vanga. Inizialmente anche il cinghiale faceva parte del simbolo, ma da allora in poi la figura del guerriero da sola è rimasta l’emblema dei Gruppi Archeologici d’Italia. Il Meleagro è il simbolo dei Gruppi Archeologici d’Italia ed è presente anche nel nostro logo.
Perché abbiamo scelto proprio i Gruppi Archeologici d’Italia?
La risposta è semplice, ma carica di significato. I GA d’Italia rappresentano una realtà unica nel panorama nazionale: una rete diffusa su tutto il territorio della nostra penisola, che raccoglie esclusivamente gruppi operativi, attivi concretamente sul campo.
Parliamo di persone che non si limitano a studiare o a osservare da lontano, ma che ogni giorno mettono in gioco le proprie competenze, il proprio tempo e la propria passione per la storia e per l’archeologia. Professionisti del settore e appassionati formati che collaborano fianco a fianco, con dedizione e rigore, a progetti di ricerca, tutela e valorizzazione del nostro patrimonio culturale.
Ciò che rende speciale questa rete è anche il suo stretto rapporto con le Istituzioni, sia locali che nazionali. I GA d’Italia lavorano in sinergia con enti pubblici, soprintendenze, musei e università, offrendo un contributo concreto e spesso fondamentale alla conservazione e alla promozione della memoria storica del nostro Paese.
È per questo che li abbiamo scelti. Perché rappresentano un esempio virtuoso di cittadinanza attiva, di amore per il territorio e di impegno civile. Perché crediamo fermamente che la cultura vada sostenuta non solo con le parole, ma con azioni condivise e partecipate. E i GA d’Italia sono, da anni, l’espressione più autentica di questo spirito.
Perché diventare volontario di un Gruppo Archeologico?
Diventare volontario di un Gruppo Archeologico offre l’opportunità di partecipare attivamente alla scoperta e alla conoscenza del nostro patrimonio storico e culturale, contribuendo alla sua conservazione, valorizzazione e tutela. Inoltre, questa attività permette di sviluppare competenze utili, incontrare persone esperti del settore o appassionate e vivere esperienze uniche.
Un Gruppo Archeologico, oltre ad una partecipazione attiva sul territorio, offre la possibilità di dare il proprio contributo alla conservazione del patrimonio: il lavoro dei volontari è fondamentale per la tutela e la valorizzazione del patrimonio archeologico, contribuendo a preservare la memoria del passato per le generazioni future.
Ma è anche un’opportunità di apprendimento e crescita personale: le attività permettono di apprendere nuove competenze, acquisire conoscenze specifiche sull’archeologia e sviluppare una maggiore consapevolezza del valore del patrimonio culturale. E non manca la socializzazione e creazione di un’esperienza unica: il lavoro di gruppo e la condivisione di una passione comune creano un ambiente stimolante e un’occasione per socializzare con persone appassionate e di conoscere luoghi e culture diverse.
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