La Necropoli Monumentale di Pizzone

La Necropoli monumentale di località Pizzone, nel Comune di Nocera Superiore, rappresenta un caso unico nel panorama archeologico italiano. La sua scoperta avvenuta tra il 1994 e il 1997, grazie al costante lavoro di controllo territoriale dell’allora Ufficio Scavi di Nocera dell’odierna Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Salerno e Avellino, ha individuato l’area a circa 600 metri dalle mura orientali dell’Antica Nuceria. I primi saggi archeologici rivelarono semplici tombe di epoca imperiale, ma con l’ampliarsi delle indagini emersero strutture di ben altra monumentalità, portando allo scavo sistematico di circa 5000 mq di terreno.

L’area risultò sepolta da oltre sette metri di depositi alluvionali: un’intera necropoli romana era stata nascosta dal tempo. Con l’avanzare degli scavi, affiorarono progressivamente i profili di grandi sepolcri allineati lungo una strada monumentale, come era consuetudine nel mondo romano. Qui i viaggiatori si imbattevano nei monumenti funebri e nelle iscrizioni che tramandavano memoria e prestigio delle famiglie defunte. La strada, larga circa dieci metri correva incassata nel terreno per proteggere l’accesso da eventuali alluvioni provenienti dalla montagna retrostante. I monumenti, posti a una quota più alta, creavano un suggestivo effetto scenografico, testimonianza dell’importanza urbanistica di Nuceria.

L’eruzione del Vesuvio del 79 d.C., pur non distruggendo la città, ricoprì parzialmente la necropoli: la strada scomparve e gli edifici funerari vennero inglobati da lapilli e detriti, preservandosi nella loro parte inferiore. Nei secoli successivi, una nuova strada posteriore venne utilizzata per dare ancora vita all’area funeraria con tombe più semplici. Nel complesso, sono stati portati alla luce cinque grandi mausolei e vari monumenti minori, sebbene le parti emergenti siano state in gran parte spogliate in epoca posteriore per il recupero di materiali da costruzione.

Il primo dei cinque monumenti, rientra in una tipologia classica romana: si tratta di un edificio di forma circolare (largo m. 13 alto circa m. 6) del tipo a tumulo che presenta l’apertura lungo la strada. Essa immette in un corridoio adducente ad una camera funeraria circolare nelle cui pareti sono realizzate, in totale, otto nicchie per le urne cinerarie che non sono state rinvenute. Il corridoio in ascesa dopo aver raggiunto la camera funeraria si dirige verso l’estremità opposta dove si apre una finestra ai cui piedi sono due columelle una delle quali reca l’iscrizione Numisia. Siamo pertanto di fronte alla gens Numisia e ad un edificio databile alla seconda metà del I secolo a.C. che trova numerosi confronti in tutto il mondo romano.

Il secondo monumento, a dado con la parte superiore a tholos, presenta ben conservata solo la parte inferiore formata da un massiccio basamento quadrato. Due ante inquadravano la fronte e sostenevano ciascuna un leone di calcare, solo uno conservatoci. Un cippo rinvenuto sul lato occidentale con l’iscrizione di una Cornelia Anthis permette di attribuire il monumento alla gens Cornelia. Esso trova confronto con un Mausoleo di Ostia datato al 25 a.C.

Sul lato meridionale si è esplorato un terzo edificio a pianta quadrangolare impostato su di una platea di forma trapezoidale collegata con il sottostante piano stradale da due scenografiche scale di accesso e sostenuto, analogamente al monumento circolare, da un lungo muro di terrazzamento. All’interno una cella con volta a botte conservava urne cinerarie. L’edificio risalente nella sua costruzione originaria alla metà del I secolo a.C. era già in abbandono al tempo dell’eruzione del 79 d.C..
Sulla platea si dispongono lungo tutti i lati le columelle. Quelle poste sulla fronte sembravano guardare verso la strada per farsi notare dai viandanti. Le ventisette columelle rinvenute ci riportano alla gens Lutatia. Sulla fronte due iscrizioni l’una in latino, metrica, la seconda in greco che ci raccontano la storia di Quintus Lutatius Varo fanciullo di diciassette anni, affogato nelle acque di un corso d’acqua dolce. L’iscrizione latina consiste nel lamento funebre di un padre per la perdita del figlio Quinto Lutazio Varo, morto sotto i suoi occhi mentre nuotava. A lui il padre invano aveva tentato di dare aiuto. Il padre augura al figlio l’eternità dell’anima. L’ iscrizione greca reca il lamento dello stesso giovane che invita il viandante a compiangere il suo triste destino.
Il monumento del Lutatii, al contrario dei recinti permette di comprendere bene la progressiva deposizione delle sepolture che vanno ad occupare prima la fronte strada e poi invadono tutto il resto della platea circostante l’edificio. Proprio la progressiva collocazione delle columelle offre un dato interessante relativo alla columella con testa-ritratto realizzata nella fase finale d’uso dell’edificio funerario molto probabilmente in epoca augustea. Tale columella con testa-ritratto costituisce un unicum e costituisce un precedente per le erme-ritratto di epoca augustea.

Le columelle consistono in un particolare tipo di segnacolo funerario caratterizzato dalla parte superiore a forma di disco, stilizzazione della testa umana raccordata al fusto con un piccolo elemento che rappresenta il collo. Sul viso e più raramente sul fusto è riportato il nome del defunto. Esse sono realizzate in calcare, lava, o tufo nocerino; solo con l’età augustea si cominciò ad usare il marmo. Per le donne, la parte posteriore presenta una stilizzata crocchia di capelli raccolta sulla nuca o una complessa pettinatura con due trecce che si dipartono dalla parte alta della fronte e formano un cerchio dietro la testa. L’uso di questo tipo di segnacolo ha un ambito molto circoscritto. Esso si rinviene esclusivamente nei territori dell’ex Confederazione Nucerina (Nuceria, Pompei, Stabia, Sorrento, Ercolano e Sarno). Lo scavo della Necropoli di Pizzone permette di accertare che almeno per Nuceria l’uso delle columelle era già in disuso nella seconda metà del I secolo e cessato del tutto dopo l’eruzione del 79 d.C. non essendosi rinvenuto alcun esemplare nello strato post-eruzione.

Un recinto di 16 piedi sulla fronte e 30 piedi di lato (m.4,80 x 9) era di proprietà di un Sex Numisius che fece da vivo il monumento funerario per sé e la propria famiglia, il quarto rinvenuto. Esso è stato solo parzialmente esplorato e sono state rinvenute alcune columelle e la splendida erma-ritratto di una fanciulla del nome Optata. Un altro recinto ospitava quattordici columelle, tre relative a uomini e le altre a donne. Esse attestano le gens Trebia, Sosia, Numisia e Ovia.

Sul lato destro della strada è presente un quinto monumento a dado di tufo formato da una parte inferiore impostata sul piano stradale antico, nettamente distinta dalla parte superiore dalla presenza di una cornice. Forse il più singolare, presenta alla base quattro Telamoni inginocchiati a sorreggere una cornice con motivo fitomorfo. Al di sopra il monumento presenta semicolonne aggettanti dai blocchi di rivestimento della struttura.
Il monumento funerario dei Telamoni meglio degli altri riassume in sé le caratteristiche di questa necropoli compresa cronologicamente dall’epoca della deduzione della colonia all’epoca augustea. In epoca imperiale la necropoli continuò a vivere. Numerose le tombe a cassa e a tombe a cappuccina, ma l’epoca dei monumentali edifici funerari, imponenti e di gusto ellenistico che parlavano della grandezza di Roma e di Nuceria era finito.

Con il declino delle grandi famiglie e delle loro ambizioni monumentali, anche la necropoli mutò aspetto: all’età imperiale appartengono molte sepolture più semplici, che occupano gli spazi tra i mausolei ormai in rovina. La Necropoli Monumentale di Pizzone rimane oggi una delle testimonianze più affascinanti della Nuceria romana: un luogo dove archeologia e memoria familiare si intrecciano lungo una strada che fu, allo stesso tempo, passaggio e racconto di vita eterna.


Orari di apertura:
Attualmente l’area archeologica della Necropoli Monumentale di località Pizzone non è accessibile né visitabile.

Informazioni generali:
Per avere informazione e documentazione sull’area archeologica potete scrivere alla nostra email gruppoarcheologiconuceria@gmail.com.

Luogo: Località Pizzone, Nocera Superiore (SA)


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